Parte I: Nel bosco
Sono in piena mulattiera, forse la pietraia più tosta ed impegnativa delle mie zone: oltre 3km di sasso smosso e piantato con roccioni di stampo trialistico, roba forte insomma; impegnativa se percorsa d’estate con il secco, da spingere se affrontata con il bagnato.
Sono quasi in cima, la parte più difficile ormai è alle spalle, mi mancano solo 200m di single track fra sassi e scope, poi il “dente” e ho finito.
Il dente è in realtà un grosso masso di pietra liscio, largo circa un metro ed alto 80-90cm, non gli si può girare attorno perchè il sentiero ha la stessa larghezza, o ci passi sopra oppure niente, resti lì.
Per la verità è più suggestivo che impossibile, almeno per chi è avvezzo di enduro ma in quel momento sono stanco; mesi di inattività dovuti alla nascita dell’erede si fanno sentire non appena si fa sul serio.
Nel manuale dell’enduro si legge come un ostacolo del genere si affronti solo in un modo: in piedi, tenendo il peso del corpo all’indietro e poi dopo, quando ci sei sopra ,spostandolo in avanti per scavalcarlo, facile.........se non sei già cotto.
La lucidità in quel momento mi viene meno e scelgo il modo sbagliato, resto seduto......, è un suicidio annunciato, l’altezza è eccessiva perchè si possa scavalcare restando in sella...
La mia KTM passa l’ostacolo solo per metà, poi non aiutandola con il corpo, si pianta: restiamo io e lei sopra il sasso, la moto praticamente verticale, io inizialmente seduto mi vedo costretto a lasciarmi andare all’indietro, la moto ricade a terra lateralmente sul roccione.
Mi rialzo subito come una molla ma so che una tragedia sta compiendosi: la moto con tutto il peso ha sbattuto con il radiatore destro sul masso; prima un rumore sordo, poi il silenzio ed uno sfregolio sinistro molto esplicito: del liquido refrigerante sta uscendo e si riversa sul motore caldo.
Fra una imprecazione e l’altra provo a rialzare il mezzo per verificare il danno, mi ci vorrà l’aiuto di un compagno perchè non c’è spazio sufficiente e la moto si trova con le ruote all’insù.
La prima visione è terribile, il radiatore sebbene nascosto da un telaio protettivo da me montato si è imbarcato di brutto, la stessa piastra di protezione si è piegata come cartone assecondando la forma del sasso.
La prima cosa che voglio capire è se il radiatore è rotto o meno, in quella situazione un piccolo foro fa la differenza: significa poter tornare a casa o il dramma.
Se sei ad almeno 4km di sassi dall’asfalto più vicino, ed una volta lì, ad altri 30km da casa, l’ultima cosa che non vorresti è un radiatore sfondato.
Comincio a smontarla sul posto: via sella e serbatoio ed ispeziono il circuito.
A prima vista non vedo buchi o perdite, il radiatore è bruttissimo a vedersi ma sembra non rilasciare acqua, anche i tubi sono ok.
Il liquido versato sul motore era uscito dal tubo di sfiato, fiuuu...
Tragedia sfiorata, rimonto il tutto, rabbocco con altro refrigerante e con l’aiuto del mio amico spingo la moto oltre il masso.
Non mi sento lo stesso sicuro ed appena posso torno verso casa, eravamo comunque a fine giro.........,diciamo che per oggi può bastare.
Parte II: In Garage
Dopo ogni uscita si ripete lo stesso rituale: doccia e a seguire lavaggio di moto e abbigliamento: oggi ho particolarmente fretta, non vedo l’ora di quantizzare esattamente il danno perciò svolgo l’incarico e poi mi dedico ad un check up profondo.
Dopo aver nuovamente tolto le sovrastrutture (sella e serbatoio) mi si presenta lo stesso spettacolo agghiacciante, il radiatore è profondamente incavato verso l’interno.
La pratica del fuoristrada richiede un minimo di cognizione meccanica e pratica del fai da te: le visite al meccanico sono ridotte al minimo e fin dove si può arrivare ci risolviamo i problemi in casa.
Decido di aggiustarlo da me; svuoto il circuito di raffreddamento togliendo il liquido, successivamente rimuovo i rinforzi del radiatore ed infine il radiatore stesso.
Il pezzo è molto piegato, non essendo bucato potrebbe lavorare ugualmente ma le numerose alette schiacciate compromettono il rendimento, va quindi “tirato” riportandolo alla posizione originaria.
Una semplice trazione a freddo da un lato causerebbe probabilmente altri danni, è necessario quindi scaldare il pezzo per renderlo più malleabile, procedo.
Tappo gli ingressi/uscite lasciandone solo uno aperto, in alto.
Prendo una sbarra (inizialmente un piatto di 4mm, in seguito ne aggiungo un’altro da 10mm perchè non fletta) e la posiziono longitudinalmente. Sopra questa ci appoggio una staffa che per mezzo di due tiranti ho collegato al radiatore sfruttando gli attacchi per il telaio, a corredo un’altro piccolo “piatto” per distribuire la forza tirante e non far strappare gli “occhielli”.
La procedura di riscaldo la eseguo in questo modo: riempo il radiatore con acqua a 90°C, poi con una pistola termica continuo a scaldarlo orientando il flusso d’aria davanti e dietro lo stesso.
A questo punto l’alluminio è molto flessibile e senza causargli eccessive tensioni posso riportarlo indietro.
Avvito i due tiranti e piano piano la parete si muove, lentamente le cellette si riaprono ed anche le altre pareti interne riprendono la forma originaria.
Ovviamente il risultato non è quello di un radiatore nuovo di fabbrica ma possiamo essere soddisfatti, resta solo una leggera curvatura che non inificia il funzionamento.
Il più è fatto, mi dedico quindi alle piastre di rinforzo che anch’esse hanno bisogno di ritrovare la forma giusta, essendo sempre di alluminio si piegano facilmente perciò con l’aiuto di una morsa e di un martello riporto tutti i pezzi in breve tempo alle loro dimensioni.
Dal radiatore avevo precedentemente rimosso il tondino di 5mm originale che fungeva da rinforzo; piegatissimo, anche questo lo raddrizzo in morsa, lo rimonto e lo ribadisco con un cacciaspine.
Procedo al rimontaggio, prima il radiatore, poi le piastre protettive ed i tubi del circuito, riempo di nuovo con il liquido e verifico eventuali perdite, tutto ok.
Anche stavolta si è aggiustato una situazione critica; un radiatore nuovo costa i suoi soldini ed il denaro risparmiato potrà essere utilizzato per qualche altro acquisto, materiale per moto si intende!
Ciaoo!
Hagimov







