Sabato 9 Febbraio , in Toscana, al Ciocco si è corsa la 5° edizione della Hells Gate.
La Porta dell’Inferno, questo è il nome di una corsa che è molto più vicina all’aldilà che ad una gara terrena, una gara di Enduro estremo e mai come in questo caso la parola estremo assume un pieno signiphicato.
Nel 2004 Fabio Fasola, noto endurista vincitore del rally di Sardegna ed ex Dakariano si inventò questa gara prendendo spunto da una classica del genere, la ormai scomparsa Gilles Lalay Classic; prese un territorio di montagna aspro e difficile, scelse il peggior periodo dell’anno, in inverno, e vi ambientò una delle gare più dure ed impegnative del mondo: La Hells Gate.
La gara si corre ai primi di Febbraio e dura tutto il giorno, solo degli uomini coraggiosi scelgono di partecipare, solo dei veri campioni possono sperare di arrivare in fondo.
Si parte all’alba, alle 7 per quello che se solo sulla carta è un normale percorso di Enduro: 4 giri di un tracciato già duro e selettivo, il primo non cronometrato di studio e gli altri 3 con controlli orari tirati e prova speciale ogni giro.
Questo però è solo l’assaggio, solo i migliori tempi infatti potranno schierarsi nel pomeriggio sulla griglia di partenza della vera Hells Gate; si parla di griglia perchè contrariamente a come usa nell’Enduro la partenza viene data modello Supermotard, tutti insieme schierati secondo i tempi della mattina.
Il percorso della sera presenta 4 giri con alcuni tratti già visti in mattinata ma percorsi al contrario (ovviamente nel senso più difficile) ed altri nuovi di alto livello di spettacolarità: i punti più gettonati sono la salamandra, il laghetto, la cascata e l’Hells Peak.
La salamandra è un torrente di circa 1km pieno di pietre grandi e viscide che al mattino si scende mentre la sera viene percorso in salita, al laghetto c’è un tratto che sfida la gravità, una parete stretta in un canale di pietre che se è bagnata è quasi impercorribile.
Per la gioia del pubblico (un po’ meno per i piloti) abbiamo la zona della cascata, un altro torrente da scendere di stampo trialistico con alcuni pezzi dove il ribaltamento è in agguato, una breve sosta per il controllo orario e poi a seguire un salitone fra pietre (ancora?!) e rivoli di acqua dall’aderenza zero.
Il finale non poteva che essere una estremizzazione di quanto visto finora, ovvero l’Hells Peak.
Si tratta di una salita praticamente verticale dove senza l’aiuto del pubblico è letteralmente impossibile salire, si arriva fino ad un certo punto ma poi la fisica ti ferma, saranno le corde e la passione degli spettatori a portare il pilota al traguardo.
Quest’anno il tempo è clemente, c’è il sole e un bel cielo terso anche se un vento gelido sferza la montagna; niente a che vedere con qualche passata edizione, ghiacciata o addirittura sotto la pioggia.
I partenti sono 78 fra i quali alcuni nomi illustri : c’è il vincitore di due Dakar, il francese Cyril Despres, c’è Simone Albergoni, l’inossidabile Mario Rinaldi , il crossista Antoine Meo, il freestyler Mike Metzger e l’astro nascente dell’estremo, il polacco Taddy Blasuziak
Purtroppo mancano due dei favoriti, l’inglese Braybrook vincitore l’anno scorso ed il RE del Ciocco, il tre volte padrone della corsa David Knight ; è un peccato perchè tutti oggi sono accorsi per vedere la sfida fra lui e Blasuziak , davvero una grave perdita.
La mattina il miglior risultato lo fa Albergoni apparso in ottima forma e dominatore delle speciali seguito da Blasuziak, in tutto 30 piloti si qualiphicano per il pomeriggio.
Alle 15 scatta l’inferno, dalla griglia parte a razzo il polacco che si trascina dietro tutto il gruppo, al primo passaggio dalla salamandra arriva già con un centinaio di metri di vantaggio, poi seguito dall’inglese Bolton, l’altro inglese Graham, Tom Sagar e gli altri.
Già in questo primo giro si sono visti i valori in campo: Blasuziak, forte delle sue radici trialistiche salta sulle pietre con una leggerezza ed una facilità disarmanti, i suoi inseguitori sembrano non procedere con la stessa scioltezza.
Scalando di posizione si arriva ai comuni mortali che di fronte alla prima salamandra della giornata già mostrano la corda, molti si piantano, si crea un tappo incredibile e l’aiuto del pubblico è già necessario.
Al secondo giro sono solo 22 i piloti ancora in gara, aumenta il vantaggio di Taddeusz Blasuziak che sembra avere la gara già in tasca; al passaggio della salita del laghetto, oggi non impossibile a causa del fondo duro e più larga rispetto al passato i primi passano senza intoppi mentre gli ultimi, ormai stremati si bloccano a metà.
Questa è una salita che si fa prendendo slancio nei pochi metri disponibili di rincorsa, se la stanchezza e la mancanza di lucidità te lo impediscono tu non sali e si rendono necessarie le corde del pubblico per tirarti su.
Al terzo giro, alla cascata passa Blasuziak con stile impeccabile ma poco distante ,in rimonta, l’inglese Jarvis Graham in sella ad una Sherco da trial, più staccati ma comunque veloci Bolton, Sagar e Albergoni; solo una dozzina i piloti ancora in corsa.
Blasuziak a questo punto innesta un’altra marcia e stacca definitivamente Graham, va talmente forte che si ipotizza un suo arrivo sull’Hells Peak ancora con le luci del giorno!
All’ultimo giro il podio è ormai delineato mentre si lotta ancora per la quinta posizione ,uno stremato Albergoni deve difendersi dall’attacco di Piero Sembenini, vecchia conoscenza del Ciocco (al traguardo l’anno passato) che con una Beta trial danza fra le rocce ; i due arrivano quasi al contatto in cima alla salita dopo il CO (controllo orario) ma Simone tiene duro e resta quinto.
Al limite della squaliphica (che scatta automaticamente se si passa al CO 30min dopo il primo) passano anche Cyril Despres ed uno stoico Mario Rinaldi che a dispetto dell’età conferma il suo valore guidando una moto da duri, la Husaberg 450.
Il finale è scontato , Blasuziak arriva ai piedi del Peak che non è ancora buio, ha letteralmente dominato! la classiphica finale vede 8 piloti al traguardo , tanti se si pensa alla prima leggendaria edizione con soli 3 sopravvissuti.
Un lungo applauso ai campioni che hanno concluso ma anche profonda ammirazione per quelli “caduti sul campo”, gli eroi che ci hanno provato fino all’ultimo, sono loro in fondo che rendono famosa questa corsa.
Menzione speciale per SuperMario Rinaldi: dopo l’arrivo malgrado la stanchezza si è dimostrato disponibile verso i tifosi prestandosi a varie foto ricordo con la sua consueta simpatia , persino con noi allucchettati!
Aldilà di tutto quella di quest’anno è stata una bella gara , il solo rammarico è di non aver assistito a quella che da molti era già stata definita la sfida dell’anno, Taddy Blasuziak Vs David Knight, ci facciamo un pensiero per il 2009...
A risentirci, ciao.
Hagimov
Classiphica Finale 2008
| Pos. | Num. | Pilota | Moto |
| 1 | 4 | BLASUZIAK TADEUSZ | KTM 250 2t |
| 2 | 7 | GRAHAM JARVIS | Sherco SHERCO 320 |
| 3 | 12 | BOLTON PAUL | HONDA 250 4T |
| 4 | 14 | SAGAR TOM | KTM 300 2T |
| 5 | 1 | ALBERGONI SIMONE | YAMAHA 250 4t |
| 6 | 3 | SEMBENINI PIERO | BETA 270 2t |
| 7 | 6 | DESPRES CYRIL | KTM 250 2t |
| 8 | 10 | RINALDI MARIO | HUSABERG 450 4T |







