27 Luglio 2010

Due giorni, Tre storie...

  Quarantotto ore.

  Solo il trascorrere di 48 ore e tre persone inconsapevolmente e virtualmente incrociano le loro vite, le loro storie.
  Storie di motociclisti, di speranze, di affetti, di paure, di lacrime, di ritorno alla vita o di ricordi.
  Tre persone, tre storie: il ritorno, la speranza e il ricordo.

  La prima storia, è il ritorno.
  Finalmente dopo svariati mesi, Gilu è tornato a far scorrere la sua moto e i suoi pensieri sull’asfalto delle strade più belle dei nostri luoghi.
  La vecchia compagna purtroppo dopo tanti chilometri passati insieme, a dovuto dire “passo”, ma è stata degnamente sostituita da un’altra fida compagna d’avventura.
  L’evento era nell’aria, ma tra il dire e il fare...
  E’ stato fantastico e speciale ritrovare il vecchio amico di tanti chilometri, nuovamente sorridente, sopra il suo destriero rombante.
  Sorridente è la cosa più importante, sorridente come un bambino.
  Perchè questo ti fa lasciare alle spalle un pò di problemi, vedere la felicità di un “bambino” nell’aver ritrovato qualcosa che conosceva benissimo e che gli mancava da morire.
  Siamo passati e fermati sul punto esatto della “scivolata”, ne abbiamo parlato, gli ho detto come è andata, come si sono svolti gli eventi e poi, poi via per salire verso la Futa, tutti insieme, spensierati e allegri, come qualche mese fa.
  E quei brutti minuti e questi mesi di attesa, come per incanto, sono diventati brevi, non sembravano poi così lunghi come sono in realtà stati.
  Ben tornato...

  Il secondo evento si verifica nel medesimo giorno del primo, ma voglio prima raccontare il terzo evento, quello che si è svolto 48 ore dopo e che ha ipoteticamente chiuso questa catena di un doppio giro di lancette.
  Insieme al Pinza, siamo andati a riprendere la moto di Andrew.
  Mi ha chiamato proprio Andrew qualche giorno prima e mi ha chiesto di riportare la sua bambina, nella sua tana.
  Quando siamo arrivati, siamo rimasti di ghiaccio e ancor oggi ci rendiamo conto, anche se può suonar strano, di quanto sia stato fortunato Andrew.
  Della sua bambina resta ben poco, ben poco di salvabile o riutilizzabile.
  Però è giusto che sia nel suo garage, è giusto che Andrew abbia il tempo di vederla bene, pensarci, ripensarci e decidere cosa fare.
  Ma sarà solo e soltanto lui a decidere cosa fare: per Lei e per lui.
  Ti aspettiamo amico...

  E infine, per ultima, la seconda storia, che unisce in una ipotetica catena queste tre storie e comunque, tutti noi motociclisti.
  Rientrando dal giro che insieme al MuloMille ha dato il ben tornato al Gilu, scendendo dal Giogo e andando a prendere la Faentina, poco dopo Polcanto tornando evidentemente verso Firenze, ad un tratto, sul lato sinistro, sul prato dopo l’asfalto, noto una ragazza, seduta, vicino ad un palo.
  Nessuna macchina o altro mezzo vicino a lei.
  Mi rendo solo conto che è intenta a maneggiare qualcosa, ma non capisco cosa.
  Seduta, capelli lisci, lunghi, che le calano sul viso e ne nascondono parzialmente il volto.
  Vorrei fermarmi per chiederle se ha bisogno di aiuto, ma non ha assolutamente l’aria di una persona in difficoltà, sembra solo intenta nel fare qualcosa di ben preciso.
  Mi allontano allora verso casa, con il pensiero e la curiosità di quella ragazza.
  La sera stessa ripasso in moto per quella strada, direzione opposta.
  Stesso lato dove avevo visto la ragazza.
  I miei pensieri erano rivolti a tutt’altro, pensavo all’imminente cena che ci sarebbe stata da lì a poco.
  Non pensavo a quanto visto poche ore prima e comunque, non ricordavo assolutamente il punto preciso della scena.
  Ad un tratto, casualmente, il mio sguardo si rivolge a destra, sul ciglio della strada e riconosco il luogo dove avevo visto la ragazza.
  Non avevo capito cosa avevo notato nel pomeriggio.
  Lei era lì, a sistemare i suoi ricordi, probabilmente i loro ricordi.
  Vicino al palo, fiori freschi e sassi bianchi, tondi, a delimitare come un piano, un rettangolo, un area, un posto dove appoggiare delicatamente i ricordi.
  Su quei sassi, bianchi, una lettera per ogni sasso.
  Tutti insieme, compongono un nome.
  Ciao Luca...

Bizzo – The President –