2 Luglio 2007

Agli Allucchettati

  Solitamente ed intenzionalmente, lascio spazio a tutti le voci di questo splendido gruppo di amici.
  Perché è giusto che sia così, perché anche noi nel nostro piccolo infondo siamo una comunità e quindi tutti devono avere la possibilità e la libertà d'espressione.
  Nessuno escluso.
  Anche perché trovo che non possa parlare sempre "lui", perché lui "gioca" a fare il presidente.
  E poi, poi perché mi sento appagato da tutto questo, che fluisce senza intoppi e nel migliore dei modi.
  Sì, tutto questo mi appaga.
  Mi appaga questo splendido gruppo, mi appaga questo splendido gruppo che diventa sempre più numeroso, coeso, divertente e goliardico.
  Lasciatemi godere di queste persone per tantissimi buoni e bellissimi motivi.
  E poi lasciatemi anche uno spiraglio di miserevole autocelebrazione, anche se sono perfettamente consapevole del proverbio che dice, "chi si loda si imbroda".
  E allora mi tolgo subito il pensiero, per poi lasciar spazio alle cose più importanti.
  La lode che mi rivolgo è quella di aver avuto l'idea, di averla condivisa subito con quei 3 pazzi scatenati di Gianluca, Marco e David che prontamente e senza indugio alcuno mi hanno seguito.
  Come subito dopo hanno fatto anche Marco e Vincenzo che ci hanno creduto immediatamente e senza remore alcune ci hanno aiutato a creare la base e le fondamenta, per poi accogliere tutti gli altri... compreso quel sant'uomo del webmaster Danilo.
  Grazie a voi, che non mi avete lasciato solo con la mia idea. Grazie.
  E poi, lasciatemi godere.
  Lasciatemi godere perché lo spirito di goliardia e di non prendersi troppo sul serio c'è anche da parte di chi disegna traiettorie perfette e lima le proprie "saponette" ad ogni curva.
  Perché siamo sempre pronti ad aiutarci.
  Perché ci dividiamo i compiti senza gelosie.
  Perché siamo sempre pronti ad aprire il gruppo a chiunque, senza alcun problema.
  Perché siamo talmente euforici di tutto questo che ci vengono in mente sempre nuove idee.
  Perché l'importante e stare bene insieme, senza guardare quanto si è speso, dove siamo andati, dove volevamo arrivare, se siamo stati in cima al gruppo o se siamo stati "sverniciati" da un sorpasso esterno.
  Perché l'importante è esserci stati e portare dentro di noi questo ricordo, da raccontare poi agli amici, in famiglia... o ai nostri figli.
  Perché se vediamo 3 enduristi di 50 anni, sudici e fangosi, fuori da un piccolo e sperduto bar in cima ad un passo qualsiasi che neanche è importante e rilevante dire dove si trovi, che subito pensiamo, "anche noi a nostro modo saremo e continueremo ad essere così", come loro, come loro alla loro età.
  E condividiamo poi questi sentimenti tutti insieme, ne ridiamo ma al contempo un brivido ci scalda il cuore e ci vediamo allo specchio di domani, di come saremo, di come proveremo nostro malgrado e malgrado le esigenze della vita, ad essere.
  Perché forse un giorno, con alcuni di voi o con tutti, non ci sentiremo più, o non ci vedremo più, o non usciremo più in moto insieme, però sono arciconvinto che ci ricorderemo sempre e comunque, e fortemente, e prepotentemente, di questo gruppo di amici e di queste splendide giornate passate a girovagare insieme. E perché in fondo al nostro stomaco, in quell'angolino che si chiude e si contorce, speriamo che questi "Allucchettati" non finiranno mai, mai... come le vacanze estive quando andavamo ancora a scuola...

Filippo