19 Aprile 2007

Scala Locks

  Stuolo di ferodi marci.
  I lock's tour non sono giratine in moto normali.
  La loro classiphicazione avviene in base alla magnitudo.
  La magnitudo è una misura dell'intensità dell'energia di un evento, spesso catastrofico, tipo un sisma.
  Siccome le "energie" dei lock's tour e di conseguenza le difficoltà e divertimento hanno un campo di variazione estremamente ampio, il nostro Motoclub ha deciso di suddividere in modo rigorosamente scientifico le girate in base a una scala di valori.
  Un pò come fece l' americano Charles Francis Richter che introdusse nel 1935 una scala logaritmica delle energie registrate (Scala Ritcher).
  Secondo la semplice definizione degli Allucchettati la magnitudine di un lock's tour è il logaritmo in base 10, con scarto quadratico medio, in base 2 a insiemi differenziati, il tutto sotto radice cubica, del rapporto fra il miglior giro in moto organizzabile (Magnitudo 10) e il peggiore concepibile (Magnitudo 1).
  I contenuti che seguiranno sono estremamente complessi e richiedono una preparazione accademica speciphica.
  Tuttavia, conoscendovi tenteremo di sempliphicare al massimo i concetti per venire incontro ai vostri deficit mentali e scarsa cultura:

Magnitudo 1

  Lock's tour brevissimo, essenzialmente formato da anziani sfigati con patologie gravi alla prostata.
  Partecipanti tutti essenzialmente senza alcuna qualità di guida, apatici, ridicoli e derisi da tutti a causa delle loro oscene manovre.
  Partecipazione di scooter, anche di seconda mano con battistrada usurato, cinquantini truccati a marce e Hornet (generalmente in numero superiore a 5) con le freccine in carbonio.
  La maggior parte dei motoveicoli sono in condizioni pietose con sospensioni flosce e gomme clamorosamente sgonfie all'insaputa dei conducenti.
  Meteo inclemente con freddo e pioggerellina.
  Percorso essenzialmente senza curve, con abbondanza di semafori e tombini aperti lungo il percorso e continue soste sotto a dei cavalcavia per ripararsi dall'acqua.
  Asfalto lucido, scivoloso.
  Numerose cadute imputabili a inettitudine ed euforia da fermezza in traiettoria.
  La carovana dei partecipanti suscita sdegno e ilarità (unito a strizzoni intestinali) nella folla al suo passaggio.

Magnitudo 2

  Locks caratterizzato dalla presenza di neo-pensionati frustrati con inserimenti di wild card (ragazzini tredicenni con Phantom Malaguti e il 70 della Polini).
  Detti pensionati saranno a bordo delle loro Moto-Guzzi Stornello e Gilera 100 giubileo in pieno stile vintage anni 60 complete di borse-porta cateteri.
  Il percorso si snoderà lungo circonvallazioni e tangenziali con simpatiche deviazioni su corsie preferenziali dell'ATAF, lunghezza totale 16km e 160mt.
  Ritrovo in Piazza Stazione (sulla piazzola del 28 lungo) alle ore 7.30 e poi via per gustare al meglio la frizzante vita del pendolare fiorentino.
  Semi cecità diffusa tra i partecipanti e/o patologie oftalmiche di varia natura giustiphicano i continui imbocchi di sensi unici contromano.
  Pranzo su un isola pedonale a base di panini al piombo e crostini di monossido di colonnata, nel pomeriggio ripetuti passaggi all'interno della zona blu con foto ricordo della manifestazione a cura della ditta "polizia comunale sez. autovelox"
  Rientro previsto per l'uscita uffici delle 17

Magnitudo 3

  Motogiro urbano a corto raggio in cui fanno timidamente la comparsa le prime moto sportive, ma datate e con set-up osceni, caratterizzate da ondeggiamenti fenomenali anche in curve a medio raggio con bassa velocità di percorrenza.
  Adesione cospicua di ex-motociclisti possessori di scooteroni malconci di cilindrata cospicua tipo il T-Max e il Beverly 500 con una rigidezza telaistica simile a uno stendipanni in alluminio in saldo alla UPIM.
  Generalmente i partecipanti a questo evento sono ridicolmente abbigliati e sfoggiano una pancia deturpata e slargata dal continuo abuso di birra e salcicce.
  Ancora tracce di adolescenti bolliciosi cavalcanti Runner 180 con revisione scaduta.
  In linea di massima si credono dei gran manici, specialmente gli scooteristi ma nelle prime tre curve ostentano subito una padronanza del mezzo inesistente.
  Persiste in massa la presenza di Hornet e cancelli del passato, con alcuni esemplari dotati di un neon fucsia tipo Fast and Furious sotto la coppa dell'olio.
  Agghiacciante.
  Clima bruttino, non ideale, grip insufficiente, asfalto sporco.
  Generalmente questa rivoltante manifestazione di cattivo gusto si risolve in pochi chilometri, per lo piu' percorsi nell'interland cittadino.
  Numerosi gli smarrimenti, con continue soste agli incroci per telefonare ai dispersi.
  Si registrano sovente incidenti banali, il più classico dei quali consiste nello scooterista che si ingarella con il Piaggista ritardando le frenate, finendo entrambi in un campo di patate oltre la sede stradale.
  Si registrano durante le pause pranzo litigi sanguinosi tra scooteristi e motociclisti su chi andava più forte in rotonda.
  Pietanze di pessima qualità, in quantità scarsa unite a episodi di salmonella.
  Conti al ristorante da saccheggio.

Magnitudo 4

  in questo giro a magnitudo 4 si invocano i primi incrementi di prestazioni.
  Di conseguenza dal branco degli inetti vengono estromessi i cinquantini a 2T e i loro geriatrici padroni mentre nel parco moto fanno la loro comparsa compagini più spavalde.
  Sono le prime 4 cilindri giapponesi, le moto da rapa usate dai brigatisti durante gli anni di piombo: Honda CB750four, Kawasaki Z900 e qualsiasi monoblocco di ghisa grigia con faro tondo al centro, il tutto per non meno di 321 kg.
  Le gomme sono le originali del tempo, ormai screpolate e indurite da mesi di sosta e sole nel piazzale,le sospensioni sono in linea: imperversano ancora i paraoli scoppiati con olio strabordante sui dischi.
  Anche sul fronte scooter si intravedono le migliorie: ignobili manager della new economy, con scarpe di frassino e paurosi nodi cravattari degni di un marinaio delle 5 terre fanno la loro comparsa,il loro abbigliamento continua con caschi aperti MOMO rigorosamente firmati Armani e giubbotto Belstaff da 1780€ .
  Il percorso assume una lunghezza maggiore (ora sui 32,12 km) esclusivamente su strade a grande percorrenza con notevoli impennate di adrenalina all’attraversamento di cavalcavia e passaggi a livello.
  L’aumento di performance degli insulsi mezzi fa aumentare gli episodi di ingarellamento stupido al sollevarsi delle barriere con i primi due pseudo-centauri orrendamente mutilati al passaggio del secondo treno (non segnalato)
  Al distendersi del budello stradale la lista dei caduti continua: fa infatti la comparsa il nemico principe dei motociclisti, il lungo su curva cieca dopo un sorpasso alla Sita!, (primi episodi già narrati da Seneca nel 79dc durante una discesa sportiva dalle pendici del Vesuvio in fiamme).
  Grappoli di manager maxi-scooterizzati si aggrediscono tra loro come in un meeting di marketing finendo per scivolare dall’olio perso dalle forche di una Honda Bol D’or con tanto di cupolino in Eternit 212, dal groviglio immane di lamiere contorte vengono estratti due imprenditori e 3 quadri aziendali.
  Il giro si conclude anzitempo per ridotto numero dei partecipanti.

Magnitudo 5

  Il meteo inizia ad essere clemente, la temperatura non è più da circolo polare artico (ci sono i canonici 16°C) e l’asfalto non è più una tavola di vetro saponato. In determinate curve però (cieche è ovvio) permangono paurose sgommate di terra, chiaro segno di invasione della sede stradale da parte di un trattore Landini 7500 del 81 condotto dal solito contadino fuori dal tempo.
  Le zolle di terra continuano a spot per alcuni km occupando a macchia di leopardo tutta la carreggiata e obbligando i tapini partecipanti a tre/quattro cambi di traiettoria per curva.
  Compaiono i primi barlumi razionali di organizzazione con giri più variegati a media lunghezza che si districano lungo itinerari più eterogenei seppur ancora in parte sfigati.
  Tuttavia la pausa pranzo, ancora pessimamente pianiphicata e frutto spesso dell’ improvvisazione rappresenta l'incubo dell'evento.
  La compagine sosta nel primo ristorantello, ignara di quello che le riserverà l'oste di turno.
  Non sono rari i casi di abbandono del giro per crisi diarroiche fulminanti e fughe dal ristorante a causa del conto stellare, sugli 80 Euro a testa per un menu' di basso livello (casualmente ne possiamo elencare uno degli ultimi estrapolato dai nostri registri):
  Penne al ragu' di Panda ucciso con un cavafascioni
  Minestrone rustico alla pelliccia di montone sudato avvolto nella pellicola trasparente al sole
  Confettura di mutandoni consumati dalle frenate
  Rotolo delizioso di delfino giocherellone tranciato da un'elica con erbette di montagna
  Pasticcio di pile alla Catalana
  Il livello medio dei mezzi inizia inesorabilmente a salire e oltre ai motocicli criminali presenti nel magnitudo 4 compare anche qualche vecchio GPZ600 o peggio GPX, qualche BMW boxer stradale con la gomma posteriore di sezione degna di un carrello per la spesa.
  Prime timide comparse di vari Suzuki GSX-R di annate varie con cricche da fatica sul canotto di sterzo.
  Ancora preoccupante la presenza di Hornet sebbene in progressivo calo, sintomo della maggiore qualità dei partecipanti.
  Talvolta si sono registrate anche adesioni di moto custom ma in definitiva questa specie di mutanti si mettono sempre e rispettosamente in fondo al gruppo.
  Quasi scomparsi gli scooter, resistono tuttavia solo alcuni individui dotati di Gilera Nexus da aspettare inesorabilmente 35 minuti in cima ai passi prima che raggiungano la compagine.
  l'abbigliamento si fa più serio pur non raggiungendo la sufficienza.
  Si notano ancora troppi elmi metallici o osceni Nava in plastica invecchiati al sole con l'adesivo degli occhini della Tucano.
  Ancora troppo diffusi i vari caschi integrali della COOP a 35 Euro con sopra avvitate le orecchie da scrofo e mulo sempre della Tucano.
  Notevoli infine gli integrali della NCA a 19 Euro, con calotta in fibra di mais con omologazione Euro 1 classe borraccia.

Magnitudo 6

  per definizione il magnitudo 6 rappresenta l’inizio della decenza di un lock’s tour, la genesi nei fondamentali di un giro in moto.
  In questo tour verrà finalmente abbattuta la soglia dei 100km di lunghezza, la caduta di questo muro così come per quello di Berlino sarà un punto di non ritorno, causerà infatti una serie di eventi senza controllo concatenati fra loro figli di questa nuova epoca: per la prima volta verranno selezionati i partecipanti.
  Vengono respinti i sedicenni con qualsiasi moto al seguito e gli ultra settantenni con o senza problemi alla prostata.
  Stesso trattamento per le moto: per dare un esempio al mondo infatti, una Hornet viene portata in cima al muraglione e dopo averla cosparsa di benzina e incendiata viene scagliata nel vuoto dalla piazzola di sosta: inquietante!
  Vengono inoltre banditi tutti gli scooter, lo stolto che si presenta alla partenza con un tale mezzo viene immediatamente legato ad un albero e obbligato ad assistere alla divisione tramite motosega dell’amato due ruote, a fine giornata più di 16 scooter erano stati segati in più parti per la gioia di Tarzan e i suoi loschi traffici di pezzi usati, una carneficina immane.
  Una volta chiarite le regole si parte e si vedono i risultati: si vedono moto degli anni 80 e primi 90 (ancora tutte comprate usate) ma i mezzi cominciano ad avere gomme serie, si notano le prime Pirelli da140, i centauri con le prime tute sebbene alcune di Agostiniana memoria (tipo fuseau senza saponette) e caschi finalmente non biodegradabili.
  Il tempo è velato ma non fa freddo,l’asfalto si può finalmente chiamarlo tale e le tanto decantate curve cominciano a susseguirsi con frequenza, almeno una ogni km.
  L’atmosfera non è più tragica tipo “da ritirata sul Don” ma appare rilassata, i piloti non più atterriti dalla paura adesso riescono a spostare lo sguardo 5mt più in là della loro ruota e misurano gli avversari, cominciano a confrontarsi nella frenata (ancora il termine staccata non è stato inventato) ma non mancano episodi di lunghi alle curve con fermata nel ghiaino sul ciglio del burrone.
  A parte qualche spavento come contatti fra manubri e allargamenti di traiettoria in uscita con sfiorato frontale con il furgoncino del latte non si registrano particolari problemi, tutti ritornano a casa vivi.

Magnitudo 7

  Con tale magnitudo si inizia a fare sul serio e non c'e' piu spazio per l'improvvisazione.
  La qualità percepita raggiunge livelli discreti e tenteremo di descrivere sinteticamente le peculiarità di questo evento.
  Itinerario omogeneo, con misti lenti e veloci in egual misura, buon grip e clima soleggiato con temperatura gradevole.
  Il giro lascia un buon ricordo e riesce nell'intento di divertire in maniera più che sufficiente i suoi frequentatori.
  Percorso abbondantemente superiore ai 100 Km con pranzo decoroso al ristorante, tuttavia si registra ancora qualche sporadico smarrimento, indice di una padronanza dell'itinerario ancora non ottimale.
  La selezione dei partecipanti subisce un ulteriore giro di vite.
  Questi saranno prevalentemente di livello discreto, tutti in buona salute e con dentatura integra.
  Clamorosa e plateale fu l'eliminazione del pur bravo Rosario Ortano  nei Foppiani nel Giugno 2004 che si presentò al ritrovo con una fiammante Suzuki Trivellor 740 a carburatori fotovoltaici e valvole periferiche dotata di bauletto contenente un' incudine: immediatamente l'organizzazione lo catturò e non se ne seppe più niente.
  Le prestazioni medie dei mezzi subiscono un notevole incremento, soprattutto a livello ciclistico.
  Comparsa dei primi CBR nuovi e usati fino al 2002/2003, vari Ninja di cilindrate assortite ma ben assettati.
  Sporadiche apparizioni di vecchie moto 2T del calibro di Suzuki RGV 250 Gamma e Aprilia RS 250 ma condotte con piglio da manici con sguardi assassini .
  Immancabili i vari GSX-R di annate e cilindrate varie. 
  Nonostante sia ancora viva nella memoria la tragica fine della Hornet nel Magnitudo 6, stuoli di inetti si presentano incautamente alla partenza: non ci sarà pietà per loro ne per i loro cavalli marmorei, i "calabroni" saranno fusi da un altoforno per ricavarne dei bidet in stile liberty e i loro padroni passati attraverso un tritacarnone gigante, l'ammasso di carne uscente utilizzato per hamburger da servire in un lock’s di magnitudo 3.
  Presenza in massa di mezzi definiti comunemente intelligenti: varie Suzuki GSF, SV, Yamaha Fazer, Kawasaki Z750/1000, vari BMW bicilindrici di recente progettazione, enduroni di grossa cilindrata.
  Ottimamente in regressione il numero di vitine in ergal, freccine in carbonio e cupolini iridescenti stile padiglione oculare di tafano verde di stagno in luogo di tuning più concreti relativi soprattutto a sospensioni e freni.
  Tracce, seppur ancora poco signiphicative , delle prime sospensioni degne di questo nome: Ohlins, WP ecc...
  Attenzione, comparsa dei primi scarichi after market con o senza Db Killer, Akrapovic i piu diffusi.
  Apparizione dei primi barlumi di razionalità e di conseguenza dei primi pneumatici seri, Michelin Pilot Power bimescola, Pirelli Diablo e Supercorsa, Metzeler Sportec M1 e M3, Yokohama Grippoid IV°, Gunlop Aratron, Bridgestone Sensibilus, Kenda Daitan II e Mitas Rivet Power solo per citarne alcuni tra i più diffusi....con sezioni adeguate.
  Nelle performance di guida si segnalano i primi contatti al suolo con le saponette tuttavia qualcuno per impressionare gli altri passa la notte a straziare le saponette della tuta con la mola.
  Abbigliamento prettamente tecnico, decoroso e consono anche se si registrano alcune piccole cadute di stile tipo tute  di pelle con strati di mosche ormai bicentenari pulibili sono con solventi potentissimi.
  Infine rari i dritti ma pericolosi,in quanto le velocità iniziano ad essere ragguardevoli.
  Per ora il record di volo nel vuoto fuori traiettoria appartiene all'inossidabile Gianmatteo Tebaldi, che ha percorso nel Settembre 2003 in aria 12 metri e 32 centimetri  peraltro eseguendo un nac nac nel tentativo di sviare i testimoni dalla volontarietà del "lungo".

Magnitudo 8

  Tale valore di magnitudo rappresenta l’incremento esponenziale di tecnologia e bagagli tecnici: qui il mezzo meccanico assume contorni di puro professionismo, l’improvvisazione è scomparsa e fanno capolino i parenti/meccanici a bordo pista.
  Pure i centauri presenti hanno un curriculum vitae di grosso spessore: al ritrovo si riconoscono alcuni giovani partecipanti al campionato italiano velocità e qualche vecchia gloria degli anni 80 ancora in tiro.
  Per le moto possiamo evidenziare come siano al 90% moto di ultima generazione, prevalentemente modelli 2007: spiccano infatti GSXR1000 e R1 a profusione nonché Aprilia RSV super-factory e Ducati 1300 SRRSR.
  Non c’è più posto per freccine mini e adesivi di piscioni su “japan”, si fa sul serio !
  Gli accessori presenti sui mezzi hanno la sola funzione di abbassare il tempo sul giro: Ohlins da 52, WP Extreme 2 e Kayaba Firefox non si contano.
  Nelle gomme poi si notano i passi avanti della tecnica: la taglia minima obbligatoria è la 180/35 per cui Pirelli Marte, Marangoni Vipera III , Vee Rubber Demonium e Michelin Deliriox sono le coperture più gettonate.
  L’abbigliamento dei partecipanti non fa eccezione: obbligatorie sono le tute integrali con almeno una gobba e due tubetti di drenaggio ciondoloni, nella folla si intravedono le prime  Danese race replica da 3060€; i caschi poi non sono da meno: Afai Impest , Scioeih Sudor 1000 , KGB Teschiumtech vanno per la maggiore ma resistono anche degli ABC in fibra di noce.
  Il percorso: si toccano per la prima volta i 200km tutti di strade statali e regionali di dislocazione appenninica e alpina.
  Le curve si inseguono a gruppi di 150 a volta con un asfalto da favola: la particolare miscela di bitume e carborundum unita ad una temperatura al suolo di 49°C si fa aggredire passivo dalle mescole morbide degli eroi di oggi.
  Le moto, ottimamente assettate , solcano il manto stradale permettendo a chiunque pieghe estreme, si va veramente forte.
  Hornet: per evitare spargimenti di sangue sulla linea di partenza e non spaventare l’opinione pubblica gli organizzatori studiano questa volta una nuova strategia anti-calabrone: richiedono a tutti i loro possessori una pre-iscrizione con dati anagrafici.
  Una volta in possesso degli indirizzi dei miseri, la mattina del giro, plotoni di SWAT e squadre della Morte si recano a domicilio e massacrano i derelitti ancora dormienti a colpi di semi-manubri, incendiano poi le Hornet trovate nei rispettivi garage lasciando messaggi intimidatori per i sopravvissuti.
  Il Lock’s quindi riesce puro e crudo, mondato dalla “malattia del secolo” il gruppo dei centauri scrive pagine indelebili; torna a sera dalle proprie concubine con le coperture sulle tele ma soddisfatti per l’impresa raggiunta.

Magnitudo 9

  Sei pronto per un magnitudo 9 ? Non è argomento per tutti...è un evento surreale.
  A questo esagerato Lock's Tour partecipano esclusivamente dei gran manici...quelli assoluti.
  Individui con un curriculum assolutamente impressionante, non c'e' spazio per chi non giri in scioltezza al Mugello almeno in 1.59".00 con una mano sola mentre con l'altra si aggiusta le mutande unte nelle chiappe flosce e sudate.
  Luca Cadalora in persona alla baracchina di Pontassieve ci da dei consigli su come regolare le sospensioni tenendo in bocca un cacciavite...
  Oscar Rumi la sera prima ha preparato alcuni CBR 2007 di vari colori e cilindrate da affidare a qualche Allucchettato.
  Un brusio di sottofondo: è il turpiloquio di Kanemoto in giapponese stretto dovuto all'amputazione che si è provocato a 5 falangi della mano sinistra per togliere una minuscola coppiglia.
  Wayne Gardner gesticolando illustra alcuni trucchi del mestiere ad Haag e allo Zanieri per percorrere efphicacemente la doppia S del Cornocchio.
  Schwantz e Lucchinelli scherzano teneramente tra di loro mentre si sfidano a filetto con un chiodo sul serbatoio di una Hornet.
  Doohan, casualmente in vacanza di piacere sulla Futa, essendo amante da sempre dei Lock's arriva in anticipo.
  Fogarty e Spencer hanno sbagliato 2 incroci ma almeno stanno per arrivare.
  Haga e Lawson di solito si presentano con il bauletto ma dovrebbero comunque riuscire a tenere il passo.
  Chambon come da tradizione si presenta con un Aprilia Motard 7.0 SVXRRR prototipo ma dice che nel misto stretto puo' dire la sua.
  Un minuto prima della partenza, alle 9:14 Napolitano e Prodi chiamano lo Iodice per augurare a tutti buon divertimento.
  Alla conclusione della telefonata Napolitano ama esclamare sempre: "Vaiiiii gassseeee ! screpentagnene porchidd%&$$£?%(censured)!!!" con Prodi che tenta di contenerlo fisicamente di forza.
  I mezzi partecipanti all'evento sono il nonplusultra conosciuto sul nostro pianeta.
  Honda si schiera con varie NSR500RRR e RCV212V
  Yamaha con varie R1 ultimo modello radicalmente preparate e M1 ex Rossi e Edwards a valvole pneumatiche.
  Kawasaki con vari Ninja preparati e motori portati a 1300cc. Folta la presenza di ZXR-RRRRRRRRR da MotoGP in leasing.
  Suzuki incanta con la presenza massiccia di GSX-R 1000 RRRRRRR e GSV-R con motori a V stretta da 800cc.
  Ducati schiera alcune Desmosedici catalizzate ex Gibernau e Capirossi.
  Il solito Castiglioni, mai pago e sognatore, dopo una telefonata del Frassineti, riesuma una vecchia Cagiva 500 2T con miscelatore ex Kocinsky e una MV Agusta F4 1000 RRR turbocompressa a 16 Bar da 296 Cv.
  Tutte le sospensioni di tutte le moto partecipanti sono almeno 10 anni più evolute, come idraulica e assetto, di tutte quelle installate su qualsiasi moto di produzione in serie.
  Tutti montano cerchi da 16" con Michelin e Bridgestone da competizione, in mescola ipersoffice e con termocoperte a controllo elettronico.
  Presenza massiccia di fottane portaombrello, consenzienti, vogliose e vestite da cubiste.
  Abbigliamento professionale fatto su misura dalla De-Agnese e dalla Mankai, totalmente in pelle traforata di canguro ucciso con un disco di Albano per non lasciare segni sulla cute.
  Stivali Alpinestaz su misura con rinforzi in titanio antiscintilla e suola anti-olezzo demoniaco.
  Il livello medio di guida è quanto di meglio espresso dal genere umano fin qui conosciuto.
  Il percorso generalmente è preparato un mese prima, tragitto di circa 300 Km fatto solo di passi montani tipo Muraglione, Bocca Trabaria, Futa, Passo dello Spino ecc..ecc...
  Totale chiusura del traffico, balle di paglia e pneumatici ai guard-rail e ostacoli rigidi.
  Servizio ambulanze e ispettori addestrati ad ogni curva.
  La sera prima del Lock's Tour passa la macchina pulisci-asfalto per ristabilire un grip perfetto.
  Staccate, pieghe e derapate sono eseguite allo stato dell'arte e la carovana al suo transitare suscita meraviglia e clamore unito ad incontenibile entusiamo nei passanti.
  Il 98% dei partecipanti consuma completamente le saponette ogni 38 Km.
  Sporadici gli incidenti perlopiù dovuti al ritmo impressionante e al costante limite di aderenza a cui sono portati i pneumatici, che lavorano a temperature folli, da ustione.
  Si registrano scaramucce tra i partecipanti, generalmente Scwhantz e Spencer amano sfottere Doohan dandogli del "fermone !" in quanto tutte le volte fa dei lunghi clamorosi alla doppia curva della Cementizia.
  Uncini e Mang amano derapare mentre sentono l'Ipod.
  Le Hornet ormai vengono usate solo come zeppe da mettere sotto le ruote dei Motorhome per parcheggiarli in salita.
  Il tutto è pazzesco, una vera esperienza mistica, rasente la prefezione....ma solo rasente....

Magnitudo 10

  Pura perfezione, l’ assoluto, il nirvana del Lock’s Tour, talmente devastante da sembrare pura utopia.
  Tremendamente affascinante , eccellenza allo stato puro.
  Il giro in moto piu incredibile che si possa concepire: Iodice e Rossi avvertono telefonicamente Bush, Putin e Blair piu altri numerosi capi di stato della data di svolgimento e la strada da percorrere.
  L’ organizzazione è perfetta, micrometricamente precisa, il tutto viene studiato fin nei minimi particolari in modo rapidissimo, esemplare.
  l'FBI chiude militarmente la zona e il traffico viene deviato altrove.
  Immediatamente dalle installazioni del Seti, il progetto nato per contattare forme di vita aliene, viene lanciato un messaggio in tutta la galassia per convocare i migliori manici da tutto il cosmo.
  Facciamo una carrellata sui partecipanti abituali:
  Zoltar III°, proveniente dal sottosuolo segretamente abitato di Ganimede arriva in anticipo con la sua moto a trazione antigravitazionale, con 15 candele per cilindro.
  Una 2 ruote con motore ad antimateria e freni a neutrini multicellulari.
  Le prestazioni sono nella media, 124.16 Sphenoidi (unità di misura della potenza su Ganimede) equivalenti a 580 Cv e velocità di 465 Kmh., raggiungibile in 4,2 secondi con partenza da fermo. Peso di 80 Kg senza plasma nel radiatore al cobalto.
  Pneumatici in silicone vivente con grip sconsiderato, quantiphicabile in circa 6 volte il maggior attrito mai sviluppato dalla miglior Michelin slick ufficiale mai apparsa sul globo terracqueo.
  Da Andromeda giunge Eidolon, un alieno spietato in moto e dotato di numerose escrescenze carnose bioluminescenti con cui ama emettere scrocianti peti neurotossici.
  Durante lo scarico della sua moto dalla navicella cargo si forma sempre una folla di curiosi e ammiratori.
  La moto di Eidolon è unica: solo 2 ruote la accomunano alle nostre ridicole moto terrestri.
  Kenny Roberts una volta ci ha fatto un giro e si è dichiarato incapace di condurla, mentre si defecava copiosamente nelle mutande.
  Propulsore a fusione di deuterio, con distribuzione fluida e alimentazione a manganese sinterizzato, estraibile solo dalle miniere di Amenophis, una luna di quarzo orbitante attorno a Sirion.
  Nel serbatoio trovano posto le capsule contenenti una miscela a 13540 Bar di metano, ammoniaca e Gorgonzola marcio per garantire la respirazione a Eidolon che pesa, compresa la tuta di sopravvivenza, 540 Kg.
  Eidolon non sbaglia mai triettorie, i suoi 9 bulbi oculari grandi come pompelmi gli permettono una visione panoramica a 5 ingrandimenti.
  Sempre attesissimo, dal futuro arriva Screpentator, un cyborg parte uomo e parte robot programmato , a causa di un virus informatico, per dare gassse senza ritegno.
  Egli arriva sempre in mezzo a lampi e scariche di plasma, trasportato a ritroso nel tempo da una prodigiosa macchina del tempo che sarà progettata soltanto dopo il 2086, anno in cui Skynet, futura mega intelligenza artificiale auto cosciente, destinata a dominare il mondo, sterminerà gli umani.
  Screpentator è un cyborg con chassis in lega di adamantio amagnetico, cervello nano-miniaturizzato a reti positroniche e attuatori corporei idraulici a logica quantica.
  L’ energia gli è data, per l’ eternità, da una sfilza di pile Duracell al  bismuto   .
  Egli, in quanto non vivente, non prova sentimenti e non sa cosa sia la paura e la titubanza in ingresso di curva. E’ capace di piegare ovunque e con qualunque mezzo , per sempre, tanta è la sua perfezione. Nessuno puo fermarlo: solo la visione di una Hornet puo' bloccarlo facendolo andare temporaneamente in protezione.
  Egli partecipa con una Harley Davidson Fat Boy Dina Glide 1340 Turbocompressa d’ epoca (per lui) del 2034, ancora con basamento in ghisa, distribuzione a mazze e bilancieri e pneumatici bicolore in polimero pensante autoadattativo in base all’ asfalto.
  Ama partecipare senza casco e con un fucile a pompa nella mano destra.
  Indossa occhiali neri, il suo sistema visivo a radiazioni termomagnetiche laser è sensibile alla luce terrestre del nostro tempo in quanto progettato per vedere nel futuro, dopo 6 guerre termonucleari e quindi con milioni di tonnellate di ceneri in sospensione nell’ atmosfera ad oscurare il sole in un perenne e buio Inverno post-nucleare.
  Bush e Blair , pur se in segreto, amano seguire questo Lock’s Tour.
  George invia alla baracchina di Pontassieve la moto ritrovata a Roswell dentro i resti di una astronave aliena e custodita segratamente in Nevada, presso la famigerata Area 51.
  Tale moto è davvero un pezzo unico: propulsione interamente inerziale, cambio sequenziale ad alveoli alimentati a biomassa, un autentico prodigio frutto di una mente suprema.
  Pneumatici in metallo batterico auto rigenerabili con un processo di fotosintesi, virtualmente privi di consumo e con grip oltre l'incredibile grado 9T.
  La moto si guida senza manubrio usando un elmo in carne aliena azotata capace di captare i pensieri del pilota.
  In un test abusivo notturno tale meraviglia aliena era stata capace di girare il 1’.02”.95 al Mugello guidata da Zauron, un cefaloide gassoso proveniente dalla galassia di Gemini e famoso per non avere un’ idea.
  Blair invece da anni finanzia segretamente un laboratorio sotterraneo sotto il Tamigi dove al suo interno lavorano le piu eccelse menti pensanti del mondo, autentici luminari.
  Qui è stato clonato un pilota usando il genoma di Valentino Rossi, Schwantz, Hailwood, Agostini, Mang e Everts.
  Questo prototipo di clone viene poi istruito a conoscere a memoria tutti i passi montani del mondo con un potentissimo computer ad induzione cerebrale collegato alla Playstation 6 con MotoGP e SBK e Super Mario Bros.
  La sua moto viente sviluppata ininterrottamente da circa 16 anni con tecnologia avanzatissima aerospaziale della Royal Air Force.
  Telaio completamente ceramico, motore a 2 microturbine aeroderivate in polimeri, sospensioni a controllo ottico servoassistite.
  Freni a retrorazzi e flap stabilizzatori per garantire direzionalità oltre i 400 Kmh. Peso a secco di 71 Kg.
  Un mezzo concettualmente 15 anni piu avanti di una odierna Honda RC212V ufficiale.
  Ma alla baracchina di Pontassieve ci sono sempre anche loro , gli allucchettati di sempre !
  Chi la spunterà ? Che domande....Il Lock's Tour naturalmente, ormai un avvenimento di portata intergalattica.
  Divertente è la pausa al ristorante sulla Volterrana: Zauron vomita sulle lasagne enzimi gastrici per predigerire il pasto, Zoltar invece solitamente gradisce divorare il cameriere liquefacendolo con la sua saliva caustica.
  Eidolon ama raccontare aneddoti e retroscena del campionato intergalattico su Andromeda, cose che noi umani non possiamo nemmeno immaginare...
  Tutto cio' non ha prezzo, bisogna viverlo per capire !
  Sei pronto ? Bene...
  Diventa un Allucchettato e rallenta con noi senza motivo.

Papero / Haag