Kawasaki Delirium 1300

Scheda Tecnica

Motore4 cilindri il linea raffreddato a liquido 1299cc, alesaggio per corsa 98x67mm, testata in ceramica smaltata.
RaffreddamentoForzato ad aria con ventolone frontemarcia azionato da manovella.
TelaioTriplo traliccio in tubi di betulla canadese e piastroni in gesso cartonato.
SospensioniAnteriore forcelle rovesciate in ghisa lamellare ricotta da Ø 112mm, posteriore a mono ammortizzatore epicicloidale.
FreniAnteriori + posteriori idraulici a disco con taglio a garofano.
TrasmissionePrimaria a denti diritti , finale a catenaccio - cambio a pedale a 6 rapporti
Prestazioni
dichiarate
Vel.max 211 Kmh , potenza max 110 Cv , peso in ordine di marcia 243 Kg


  Come dimenticare la gloriosa Kawasaki Delirium 1300? Un pezzo rarissimo, probabilmente una delle moto con la vita commerciale più breve e sfortunata di tutta la storia.
  Venne presentata con una sontuosa cerimonia alle pendici del vulcano Kracatoa dove la casa di Akashi, pressata dall' incalzare della globalizzazione, vi aprì alla fine degli anni 70 una modernissima fabbrica robotizzata per avviarne la produzione.
  Purtroppo esattamente dopo il 23° esemplare uscito dalla catena di montaggio, il vulcano, apparentemente inattivo da millenni, si risvegliò improvvisamente con una esplosione apocalittica pari a 598 Megatoni disintegrando tutto ciò che si trovava nel raggio di 1500 Km.
  Il successivo Tsunami, conseguente il catastrofico sisma, provocò un'onda alta 68 metri che fece per 7 volte il giro del mondo.
  Celebre la struggente frase dell'allora presidente della Kawasaky, Tsumoboyoshi Hironobu, al momento di udire l'esplosione: "Diahane"
  Dunque solo 23 esemplari, oggi super costosi e ricercati.
  Il motore della delirium era spettacolare e concettualmente complicatissimo : 4 cilindri frontemarcia Diesel common rail, 4 filtri olio, 6 candele per cilindro e iniettori miniturizzati della Seiko.
  L'albero motore ruotava su un cuscinetto derivato da una turbina Pelton mentre il basamento era ricavato fresando dal pieno un blocco di quarzite freatica.
  Il motore aveva un range di utilizzo ampissimo che andava da 820 a 1130 g/min. regime oltre il quale era meglio non avventurarsi pena la fusione istantanea di tutte e 9 le valvole d'aspirazione in ferro battuto stellitato.
  La ciclistica si rivelò eccellente: le poderose forcelle rovesciate in ghisa lamellare ricotta da 112mm di diametro non flettevano mai anche se sollecitate dalle incredibili sferzate di coppia di cui era capace il ciclopico motore di derivazione navale.
  Il telaio era una struttura rivoluzionaria a triplo traliccio in tubi di betulla canadese e piastroni in gesso cartonato, flessibile o rigido asseconda delle stagioni e dell'umidità.
  La ciclistica, come quelle di razza, era molto raffinata ma sensibilissima ad ogni parametro, anche il più insignificante.
  Difatti l'unico esemplare che corse il TT all'isola di Man del 77' fini tragicamente a picco nel mare dopo un pauroso ondeggiamento in curva a più di 170 Kmh innescato da un probabile peto improvviso dell' asso tedesco Gunter Von Karosen, ghiotto di porri alla vichinga.
  Il mezzo e il pilota scomparvero negli abissi del mare senza lasciare traccia, una vera tragedia.
  A ricordarli rimane ancora oggi la famosa scultura in bronzo a forma di porro nella piazza più suggestiva dell'isola.
  Sontuosa infine era la dotazione dei ferri di bordo a corredo della Delirium che trovava posto sotto alla sella passeggero: Un kit per fabbricare e vulcanizzare dal nulla pneumatici radiali, una piccozza, un avvitatore idraulico con centralina diesel semovente a corredo, un estintore da 42 Kg a CO2, un tornio a giostra da 2,3 Kw, un trapano a colonna con cambio velocità a cinghia, una centralina elettronica per analizzare i gas di scarico, 6 bulloni di fondazione M64, una trave IPE da 304mm, un set di punte trapano da calcestruzzo, una matassa da 300mt. di cavo telefonico schermato multiuso, un martello pneumatico battente, una stecca da biliardo, un set di chiavi a bussola da 490 pezzi al cromo vanadio, un' incudine, una betoniera elettrica a 12V.

  Papero

Giudizio

ParametroVoto*Note
Accelerazione  5Risente molto il peso della dotazione di bordo, specialmente il tornio.
Frenata  5Buona ma il tornio a corredo allunga leggermente gli spazi d'arresto...
Tenuta di strada  6Eccellenti le forcelle in ghisa lamellare, peccato per il telaio non all’altezza
Confort  10In questo caso il telaio in betulla fa bene il suo lavoro, e che optionals!
Consumi  5Le 9 valvole in aspirazione si fanno sentire quando siamo al distributore...
Prezzo  1Con soli 23 esemplari, questo modello viene ormai venduto solo all’ asta.

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