Tecnica di guida nata e poi diffusasi negli anni 80 durante la famosa prima crisi del fuoristrada.
Stuoli di fuoristradisti sempre più incalzati dall’avanzata delle forze dell’impero (guardio forestalis in primis) e ridotti a girare in riserve indiane (famosa quella degli indiani Hancillotti) decisero, per non soccombere di uscire dal bosco e di integrarsi con le altre tribù di motostradisti.
Le due civiltà malgrado tutto erano molto diverse fra loro e l’approccio con le nuove piste e i nuovi cavalli ferrati furono difficili.
I tassellatis applicarono con scrupolo le loro tradizioni alla loro nuova vita.
Sopra i loro nuovi GPZ e FZ vestivano con stili discordanti: al nuovo giubbotto stradale comprato di fresco univano caschi Mr Robert da cross aperti, stivali cross replica Malherbe e giganteschi marsupi con gli attrezzi fai da te contenenti fra gli altri una chiave per tubi, 16mt di filo di ferro, due leve di ricambio, un piccolo tornio portatile e 3 camere d' aria.
Anche lo stile di guida venne inevitabilmente influenzato dalle origini.
Una volta in sella si cercava la leva della messa in moto, non trovandola i tassellatis passarono alla messa a spinta, il bottoncino era al tempo sconosciuto.
Dopo i primi metri si provava la postura in piedi, logiche conseguenze furono le innumerevoli cadute dovute alla mancanza di visibilità (una volta in piedi la visiera del casco permetteva la vista fino al tappo del serbatoio).
Purtroppo molti tassellatis perirono alla prima curva, questa infatti veniva affrontata nella maniera più orribile: la povera GPZ si trovava a dover girare venendo violentata da tremende zeppate sul freno posteriore, i Tassellatis infatti dopo aver inchiodato dietro mettevano fuori la gamba interna inscenando curve da "prova speciale", molti di loro vennero falciati dai guard rail della corsia opposta, una strage.
Nei mesi successivi la popolazione dei tassellatis si ridusse drasticamente, molti altri morirono per loro stessa mano.
Gli stolti infatti, abituati alla manutenzione in casa, cambiavano le gomme nei loro garage per mezzo di cavafascioni artigianali e non conoscendo il termine "bilanciatura" innescavano delle vibrazioni risonanti del 3° tipo oltre i 40km/h, incredibile come si vedessero entrare in pendolazione in pieno rettilineo e poi sparire nel vuoto oltre la riga bianca........
Le gomme stradali ebbero davvero un ruolo drammatico, esse non vennero capite dai tassellatis, i quali prima di ogni giro ne regolavano la pressione a 0,7barg , 0,9 in stagione estiva.
Inevitabili furono le uscite di strada alla prima similpiega con continui strazi di corpi per mezzo dei soliti guard rail assassini.
Altre perdite di vite umane si registrarono a causa dell’olio..., dovete sapere che un tassellatis utilizza in grande quantità olio e grasso per ungere copiosamente il proprio mezzo.
Le povere GPZ et similia ereditarono l’usanza vedendosi imbrattate da capo a piedi di tali prodotti.
Un flagello immane fu l’olio in eccesso del filtro aria che sgorgando scivolava inesorabilmente sul pneumatico posteriore causando la morte di centinaia di tassellatis dopo una derapata incontrollata di 4 Km.
Chiaramente eravamo di fronte ad una carneficina, ad una mattanza senza eguali nella storia.
Ben presto il WWF si rese conto che nel giro di pochi anni gli ultimi tassellatis si sarebbero estinti per cui associazioni umanitarie e comunità di recupero si presero cura degli sventurati e cercarono un re-inserimento sull'asfalto meno drastico.
Vennero infatti inventate nuove moto, le BMW GS più stradali.
Queste, non essendo ne carne ne pesce, potevano essere un punto d’incontro, al tempo infatti alcune gare africane venivano affrontate con i suddetti cancelli e i tassellatis in qualche modo già le conoscevano e ne erano immuni.
Si pensò quindi di riciclarle per salvare delle vite umane.
Dopo molte modifiche (nuovi colori e l’aggiunta a caso di 55kg ) le nuove moto vennero passate ai tassellatis e lentamente la loro epidemia rallentò.
I GS in fondo andavano piano e i loro cilindri sporgenti salvavano loro la vita.
Le generazioni successive dei tassellatis nacquero meno fangose delle progenitrici: i caschi presero la forma integrale e fecero la comparsa le prime tutte in pelle, la guida sebbene comprendesse ancora i geni della derapata assunse dei contorni più rotondi.
Ad oggi, dopo molti anni questa popolazione può dirsi in qualche modo inserita nella comunità sebbene nel loro patrimonio genetico persista una innata sfiducia nel grip delle gomme stradali e il ginocchio in terra non venga visto di buon occhio (sintomo di incipiente caduta).
















