| Motore | Bicilindrico 800cc a W, con iniezione integrata di iunguenti in camera di scoppio |
| Raffreddamento | A sostanze liquide allucinogene |
| Telaio | In travi di mabu con motore incastonato tramite legacci in canapa |
| Sospensioni | Anteriore a forcella in tufo, posteriore a monoammortizzatore ogivale |
| Freni | Anteriori + posteriori a disco Tata con frenata automatica in caso di vacche sulla sede stradale |
| Trasmissione | A variatore con giunto Torssen |
| Pneumatici | Ant. 120/70 17" e post. 180/55 15" - Marangoni Ascetik III |
| Prestazioni dichiarate | Vel.max 204 Kmh - peso a secco 175 Kg |
Questo autentico gioiello della meccanica ha certamente rappresentato una tappa fondamentale nel crescente successo di Aprilia. La sua storia tuttavia è una delle più singolari che si possano raccontare, carica di pathos e ricca di emozioni e colpi di scena.
Negli splendidi anni 80, l'allora patron dell'Aprilia Gualtiero Rezzonico fece un viaggio di piacere in India, alle foci del Gange, nella caldissima ed affollata Calcutta. Non appena mise piede sul suolo indiano venne subito colto dalla maledizione di Sudhakar, una rarissima forma di diarrea fluviale maligna capace di essiccare persino un bufalo in 10 min. Le sue condizioni si aggravavano di minuto in minuto, divenendo infine disperate ma tutti gli ospedali erano sovraffollati. Ormai costretto con un cuneo metallico tra i glutei inserito a percussione per fermare il metifico deflusso, non aveva più scampo... in suo aiuto per fortuna accorse un asceta, un noto guru locale, chiamato Bramaputhra, famoso per indurre al grippaggio qualsiasi pistone con la sola imposizione del suo dito medio.
Il guru, dimostrando grande sensibilità e umanità, ricattò l'imprenditore promettendogli di guarirlo se Aprilia, in cambio, gli avesse costruito una moto su sue precise indicazioni.
Rezzonico accettò e promise di accontentare il guru: l'unica alternativa era un decesso senza dignità in un lago di feci liquide. Bramaputhra, rintanato nella sua casa ricavata nell' incavo di un albero secolare,
preparò un filtro magico mescolando vari ingredienti con esoterica maestria : fecola di zanzare malariche, una milza di babbuino in granuli, un flacone di additivo per iniettori, un bicchiere di rondelle del 14, un vasetto di caviale scaduto, un pugno di coppiglie deformi, un pneumatico radiale in polvere, 6 chiodi ossidati da battiscopa e una foglia di Phicus toxicae. Il tutto nel forno a microonde per 2 settimane a tutta potenza, giusto il tempo di vulcanizzare il preparato. Gualtiero, dopo aver degustato il potente filtro, stette 16 ore in catalessi anamnesica mistica, durante le quali sognò continuamente delle Guzzi 350 Nevada con borse in cuoio floscie che ridicolizzavano in accelerazione le sue Aprilia da GP.
Miracolosamente guarito, Gualtiero dovette onorare la sua parola onestamente estorta con il ricatto e si dedicò anima e corpo a soddisfare le misteriose pulsioni motocicliche del bizzarro asceta.
Nacque così la Aprilia Bramaputhra 800 SS, una moto alquanto singolareIl veicolo doveva essere assolutamente in armonia con la natura : dotata di un rigidissimo telaio stagionato in canne di bambù fornito in esclusiva dal negozio del Giunco, questi non si spezzava mai resistendo addirittura ai colpi di macete piu violenti.
Il motore di 800cc era staffato all'interno della struttura tramite efficaci legacci di canapa: trattavasi un bicilindrico a W tantrico con iniezione di unguenti in camera di scoppio servoassistita e con carter decorato a mano raffigurante scene del kamasutra. Il kamasutra era infatti una indomabile passione di Bramaputhra che alla veneranda età di 89 anni sapeva ancora mantenere un'erezione impeccabile per non meno di 6 giorni consecutivi.
La forcella a steli basculanti in tufo sfruttava un sofisticata cartuccia idraulica immersa in un viscoso liquame, simile ad un brodo primordiale. La sella, la più comoda mai concepita dall' uomo, era rivestita con un prezioso tappeto da meditazione persiano, all'occorrenza poteva servire anche per compiere esercizi di levitazione e yoga ayurvedico.
Sul cruscotto trovava posto un incensiere per bruciare essenze profumate e allucinogene.
L'inalazione di queste fragranze gassose consentiva di piombare, magari durante un sorpasso, in trans e sfruttare così le potenzialità occulte del nostro cervello e dell' innovativo sistema di accelerazione Italo-Indiano "ride by wire and drugs". Il serbatoio era in vimini intrecciati e al suo interno poteva essere riposta una famiglia di enormi e letali cobra reali, talmente velenosi da uccidere un manzo solo a passargli vicino.
Suonando il piffero a corredo dell' attrezzatura di bordo il cobra fuoriusciva sinuoso dal serbatoio completamente in balia della ascetica melodia e uccideva senza pietà gli eventuali lavavetri o rompicazzo. Il faro anteriore era ricavato dal guscio di un ananas svuotato e con al suo interno una candela. Bramaputhra in persona amava affrontare i curvoni in appoggio con un assetto in sella alquanto ascetico. Incrociava le gambe sul serbatoio stile yoga estremo e afferrava il manubrio in ferro battuto avvitando per 3 volte le braccia.
Bramaputhra non si tagliava le unghie e i capelli da almeno 73 anni e fin dalla nascita non si era mai rasato la barba : i due terzi del suo peso corporeo erano rappresentati da capelli, unghie e peluria varia. Spesso durante la guida amava cadere in trans anafilattico ed arrestava volontariamente il respiro ed il cuore per affrontare i viaggi autostradali senza rompersi i coglioni.
Tuttavia ormai vecchio spesso dimenticava di risvegliarsi vagando per mesi in catalessi, ragion per cui Aprilia decise di accessoriare la moto con un massaggiatore cardiaco automatico sul codino completo di flebo per riprendersi dallo stato di morte apparente. A causa delle unghie simili ad un Grizzly i comandi di frecce, avviamento e luci erano azionabili con i denti.
Insomma una moto di sostanza, misteriosa e confortevole, capace di indirizzare l' acquirente nell' affascinante e nebuloso mondo della propria interiorità e meditazione trascendentale. I freni erano erano forniti dalla Tata Indian Limited Co. e le pinze mordevano automaticamente i dischi al passaggio di una vacca sulla sede stradale.
Il cambio era assente, rimpiazzato da un variatore automatico a giunto viscoso Torssen in quanto il guru preferiva tenere le gambe incrociate.
I freni erano erano forniti dalla Tata e le pinze mordevano automaticamente i dischi al passaggio di una vacca sulla sede stradale (per questo inutilizzabile alle cascine e sui viali di notte).Il cambio era assente, rimpiazzato da un variatore automatico a giunto viscoso Torssen in quanto il guru preferiva tenere le gambe incrociate.
Alla morte di Bramaputhra il patron di Aprilia Rezzonico si commosse talmente che decise di azzardare, in memoria dell' asceta, la produzione del mezzo. Solo in India il modello 800 SS ebbe un successo clamoroso che poi si estese a tutto l' Himalaya, l' Hindukush, il Pieghistan, il Phrenistan con qualche esemplare in Sbyellorussia.
La moto era maneggevole e leggera, con i suoi 75 Cv era capace di spingersi a circa 204 , ma a causa delle condizioni stradali indiane non ha mai superato i 32Kmh.
Togliendo i cobra dal serbatoio l'autonomia aumentava fino a 5679 Km con un pieno, permettendo di vagare in trans per settimane e senza alcuna meta.
Papero
| Parametro | Voto* | Note |
| Accelerazione | 10 | Il sistema “ride by wire and drug” non permette una gestione lineare e affidabile dell’acceleratore |
| Frenata | 7 | I freni Tata fanno egregiamente il loro lavoro... occhio alle vacche!!! |
| Tenuta di strada | 5 | Buon telaio, moto maneggevole e leggera. Unico neo: la posizione del pilota a gambe incrociate, non consente un buon controllo |
| Confort | 4 | Il migliore della categoria, va da sola, si guida a occhi chiusi, persino in stato di incoscienza trascendentale. |
| Consumi | 2 | Metti un Cobra nel tuo motore!!! |
| Prezzo | 6 | Sarebbe ottimo in Europa, ma per il mercato indiano siamo molto al di sopra della media. |







