Yamaha P-MAZZ 500

Scheda Tecnica

MotoreBicilindrico a monovalvola multifunzione con un cilindro vero e uno finto 36 cv a 8700 g/min.
RaffreddamentoAd acqua distillata e sapone di Marsiglia.
TelaioA ciabatta in massello di castagno lavorato dal pieno.
SospensioniAnteriore a forcella con perno avanzato e posteriore a forcellone in Faggio appenninico
FreniAnteriori + posteriori a ganasce in massello di acero con cavo
TrasmissioneA variatore con pulegge autoincendianti al magnesio e cinghia in vero cuoio
PneumaticiAnt. 110/70 15" e post. 160/55 15" - Michelin Sport Mazz Radial
Prestazioni
dichiarate
Vel.max 151,6 Kmh - peso a secco 409 Kg


  Lo splendido Yamaha  P-Mazz 500 è stato lo scooter che ha rivoluzionato il mondo.
  Dopo il suo avvento niente è stato piu come prima : l' universo della mobilità urbana ed extra-urbana a variatore automatico ha subito uno scossone davvero memorabile dopo anni di immobilismo tecnico.
  Alla fine degli anni 90 l' allora presidente e tiranno supremo della Yamaha Hironobu Katsuyama, alzandosi dal letto con il corpo guasto e una pressione ventrale di 16 Bar , frutto di una serata passata a bere sakè scaduto, si mise alla scrivania e traccio', in un tremendo stato di ipnosi mistica unita a strizzoni apocalittici, le linee guida per quello che poi sarebbe diventato lo scooter come lo possiamo ammirare oggi.
  La specifica di progetto era agghiacciante, chiaramente concepita da una mente perversa e malata :
  1 - Lo scooter di lato doveva assomigliare ad una ciabatta
  2 - Il motore doveva essere bicilindrico , di cui uno almeno funzionante
  3 - Da buon ciclista i freni dovevano essere a ganasce
  4 - In quanto convinto ecologista, tutto doveva essere interamente biodegradabile
  5 - Avendo l' hobby della falegnameria,  la scocca portante doveva essere in legno massello
  6 - Da appassionato di metallurgia sul cupolino doveva esserci una mazza da forgia
  7 - Da amante di pesca subacquea la dotazione di bordo doveva includere un fucile ad arpione.
  Quando il supremo Katsuyama, ancora sbronzo, presentò la specifica di progetto all' esecutivo aziendale nella sala ovale di Iwata immediatamente 9 ingegneri fecero karakiri senza alcun indugio mentre i sopravvissuti presentarono subito le dimissioni e vennero fucilati per diserzione.
  Ma il progetto partì ugualmente, Katsuyama era irremovibile anche da sobrio e vennero interpellati i più grandi esperti delle varie discipline.
  Il famoso designer non vedente Matsumoto Tsumobomaru disegnò le linee del nuovo scooter ispirandosi segretamente ad una ciabatta rimasta schiacciata sotto una poltrona e riuscì ad entusiasmare il presidente.
  Il motorista Kazushiro Oyama progettò un motore incredibile : dotato di una sola valvola in testa che assolveva contemporaneamente ad aspirazione, scarico, accensione , iniezione, termostato e sonda lambda.
  Il propulsore osservato dall' esterno sembrava un ventilatore da tavolo bicilindrico :  un cilindro era fasullo , costruito in fibra di papiro e completamente cavo al suo interno.
  Per sviluppare i freni vennero ingaggiati, con contratto di collaborazione occasionale (co.co.co) e in veste di consulenti tecnici, Indurain e Bartali.
  L'impianto di frenata era a ganasce in massello di acero : la potenza frenante era buona ma nell' uso intenso l' enorme calore generato dall' attrito provocava degli incendi spaventosi che tuttavia vennero ritenuti trascurabili anche se Bartali aveva delle impressionanti ustioni di ottavo grado sui testicoli e spesso era costretto ad intervenire l'elicottero della guardia forestale nipponica.
  Al reparto di ricerca e sviluppo chimico di Iwata dovettero fare gli straordinari per soddisfare il presidente e rendere lo scooter completamente biodegradabile.
  Vennero sviluppati materiali innovativi, mai visti in precedenza su un veicolo di serie : la carenatura e le sovrastrutture erano in un sottile e resistente impasto di giornali vecchi , olio di cocco e feci di fenicottero.
  I cerchi ruota erano in pongo sinterizzato e cotti due volte a legna.
  I pneumatici , sviluppati in esclusiva dalla Permaflex, erano in caucciù naturale caricati con particelle di escrementi di ippopotamo ad aumentarne l' aderenza sul bagnato.
  Il telaio dello scooter era un autentico capolavoro, il pezzo da novanta dell' intero progetto : interamente artigianale era ottenuto dal tronco di castagni secolari e per realizzarlo occorreva addestrare una dozzina di castori dell' Himalaya.
  Consentiva per la prima volta ad uno scooter di percorrere una rotonda senza entrare in risonanza e sbalzare in aria l' utente.
  Leggero ma rigido temeva solo gli enormi tarli maculati del Volga : questa temibile razza di insetti poteva essere uccisa solo con un grosso machete, peraltro fornito in dotazione.
  Tutto il veicolo era biodegradabile e quindi la Yamaha raccomandava di non parcheggiarlo all'aperto: infatti al sole sarebbe marcito con un olezzo tipico del pesce in putrefazione , mentre con la pioggia si sarebbe sciolto come un gelato al sole.
  Il celeberrimo quanto geniale fabbro della Yamaha Tsubushiro Mazzasake rispose all' appello sviluppando in appena 6 minuti un complicatissimo sistema per poter installare una mazza sull' avantreno del veicolo rendendo così felice il folle presidente Katsuyama.
  Morì durante la costruzione del primo prototipo, accidentalmente un colpo di mazza lo sorprese colpendolo alla nuca : l' unico modo per riconoscerlo fu esaminando le immagini delle telecamere a circuito chiuso.
  Questa mazza era spaventosa, si trattava di un rudimentale dispositivo per forgiare il ferro ancora incandescente e ricordava la scure di Conan il barbaro.
  La possente mazza pesava appena 236 Kg e poteva assestare tranquillamente 43 colpi al minuto, riducendo in poltiglia qualunque cosa gli si parasse davanti.
  Gli utenti ne fecero subito un uso immorale : servì soprattutto per liberare i parcheggi dalle auto e poter sostare senza perdite di tempo.
  Un tasto sul manubrio avviava la forza distruttrice della mazza che in appena 9 secondi poteva distruggere e ridurre in coriandoli una Mercedes SLK.
  Questo gadget entusiasmò a tal punto il presidente Katsuyama che non poté far a meno di chiamare lo scooter Mazz, in onore del defunto Mazzasake e dell' osceno dispositivo a corredo del veicolo.
  Soddisfare l' ultimo requisito tecnico fu un gioco da ragazzi : venne contattato il leggendario capitano Matsugoro Takefubu che con la sua baleniera aveva ormai fatto estinguere i cetacei dai mari del sol levante.
  Egli introdusse nella dotazione di bordo dello scooter una potentissima fiocina con sistema di propulsione a vapore di sua invenzione.
  Questa enorme fiocina poteva scagliare con una inaudita potenza degli arpioni da 106 Kg a testa di barbo : non esisteva nessun matriale in grado di non essere perforato da questa micidiale arma.
  Purtroppo, quando nel traffico cittadino si verificavano delle liti che coinvolgevano dei possessori di P-Mazz, queste finivano in una pozza di sangue, con gli avversari ed automobilisti uccisi senza pietà ad arpionate nelle tempie.
  Le strade venivano letteralmente devastate, gli autobus traforati, le auto giacevano ribaltate e fumanti con dei mostruosi fori passanti nella carrozzeria, così come le cabine telefoniche, sbarbate da terra e segate in due dalla pioggia impazzita di arpioni sparati a caso senza pietà dagli scooteristi con gli occhi iniettati di sangue : davvero uno spettacolo infernale.
  Ma nonostante tutto questo, il prodotto ha ottenuto ed ottiene tuttora un grande successo.
  Il P-Mazz ha non meno di 36 cavalli capaci di spingerlo a circa 150 Kmh....tuttavia oltre i 104 Kmh il telaio in legno, con rumori sinistri tipo galeone in mezzo alla tempesta , suggerisce inequivocabilmente di chiudere la manetta.

  Papero

Giudizio

ParametroVoto*Note
Accelerazione  4Scarso il rapporto peso/potenza
Frenata  7Buona la frenata, peccato per gli incendi che ne scaturiscono.
Tenuta di strada  9Il telaio in castagno dal pieno va oltre ogni aspettativa!
Confort  6Buono in città, attenzione però ai tarli del volga.
Consumi  5L’utilizzo della mazza e dell’arpione a vapore abbassano molto le medie.
Prezzo  7Nonostante il prezzo elevato, l’usato regge bene, se tenuto all’asciutto...

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