Suzuki MEGATHON 1100R

Scheda Tecnica

Motore4 cilindri frontemarcia di 1099cc con 13 candele per camera di scoppio e 3 bielle per pistone.
RaffreddamentoForzato in umido con valvola a fischio termostatica
TelaioIn plastica termoformato con struttura alveolare
SospensioniAnteriore forcella a steli rovesciati con cartuccia idraulica a liquami biologici, mono ammortizzatore posteriore a gas intestinale interamente regolabile
FreniAnteriori a 4 dischi in ceramica , post. a disco in quarzo freatico
TrasmissionePrimaria a denti deformi , 6 rapporti a comando pensante
PneumaticiAnt. 120/75 17" e post. 190/50 17" Yokohama Svampax
Prestazioni
dichiarate
Vel.max 389 Kmh , potenza max 316 Cv a 27500 g/min.


  La casa di Hamamatsu ha forse raggiunto la sua massima espressione tecnologica durante la progettazione di questo splendido veicolo.
  Ancora oggi la Megathon viene ricordata per le sue incredibili peculiarità tecniche, senza mezzi termini, tuttora un vero riferimento allo stato dell’ arte.
  I disegni tecnici, caso più unico che raro, partirono da un foglio bianco e lo staff di progettazione capitanato dal geniale ing. nucleo-fisico Takeshi Takeofuku , senza particolari vincoli, poté dare il meglio di se.
  Purtroppo però, all’ inizio del progetto, un imprevisto drammatico turbò il lavoro di tutto il gruppo.
  Takeofuku, che adorava la montagna , si perse come un idiota durante una gita nei ghiacciai di Sapporo e trascorse una settimana da disperso, senza cibo, dormendo sulla neve dove la notte veniva violentato ripetutamente e con crudeltà da orsi e marmotte.
  Quando venne ritrovato, ormai rincoglionito, aveva le orecchie completamente congelate perdendo il 99% della funzione uditiva, ma i suoi familiari e colleghi non ebbero il coraggio di rivelargli questa triste verità.
  Ignaro della sua patologia si ributtò a corpo morto sul lavoro e decise di concludere quello che doveva essere il suo capolavoro indimenticabile, la splendida Megathon.
  Il motore era un 4 cilindri frontemarcia di 1099cc con 13 candele per camera di scoppio capace di girare solo sopra i 16000 g/min , regime sotto il quale si spengeva.
  Erogava non meno di 316 CV e la centralina di accensione a isotopi K238 poteva gestire quattro differenti mappature per adeguare la curva di coppia in base alle qualità di guida del pilota : primate - pistoiese - homo phrenatus - homo sapiens.
  Per dimostrare la bontà del dispositivo i primi prototipi vennero fatti guidare da un babbuino che demoli ogni record sul giro nel circuito di Motegi.
  Durante uno di questi test un ignaro cinghiale, riuscendo ad oltrepassare le recinzioni, si mise a grufolare in cerca di cibo sulla via di fuga in fondo al rettilineo ed il babbuino, distratto da questo strano essere, finì lungo in staccata tamponandolo clamorosamente. Ne venne fuori una carenatura di cinghiale che si dimostrò efficientissima e molto resistente, tanto da essere adottata sulla produzione di serie.
  Il telaio era in plastica con struttura ad alveoli esagonali mentre la forcella era a steli rovesciati con un innovativo sistema idraulico a liquami biologici.
  I cerchi erano sofisticatissimi e leggeri, ricavati da una barra di uranio impoverita tornita dal pieno , tuttavia si raccomandava di condurre il veicolo con una tuta schermante in piombo contro le radiazioni.
  Nonostante tutto, questo incredibile mezzo, che al suo debutto avrebbe fatto invecchiare di almeno 20 anni qualsiasi concorrente, non soddisfaceva in pieno Takeofuku.
  Mancava qualcosa....capace di coinvolgere i sensi...ma certo! il motore non faceva rumore! in realtà al banco prova il motore era già al limite dell’ omologazione ma Takeofuku non udiva niente.
  Passò notti e notti progettando e riprogettando sistemi di scarico mostruosi.
  Alla fine concepì un incredibile scarico deforme in ottone dal diametro sconsiderato simile ad un enorme trombone infernale.
  La moto generava una pressione sonora apocalittica, superiore a 35 jumbo al decollo contemporaneamente.
  Il minimo, carburato a 16250 g/min , ricordava l’ impatto di un asteroide contro il nostro pianeta.
  Appena acceso il rombo del motore frantumò tutti i vetri dello stabilimento e immediatamente tutti i suoi collaboratori impazzirono sanguinando dai timpani.
  Alla prima sgassata da Hamamtsu parti uno tsunami mentre dal banco prova si levò un fungo atomico.
  A Takeofuku parve finalmente di udire qualcosa, quella era la strada giusta.
  Ormai solo nella sua sordità ultimò il prototipo di pre-serie, capace di sbriciolare il calcestruzzo con il suo rumore devastante.
  Inizialmente il mezzo non fu capito, ma poi i clienti furono entusiasti dell’ opera dell’ ingegnere: finalmente una moto che si faceva sentire al suo passaggio.
  Per anni Tokio e le altre città giapponesi furono rase al suolo dal passaggio delle Megathon, capaci di divelgere qualsiasi edificio.
  La vendita della Megathon nel resto del mondo fu problematica e in alcuni paesi venne vietata immediatamente...ovunque fosse commercializzata crollava il PIL e l' economia si inginocchiava.
  In Olanda, addirittura, un esemplare della Megathon appartenente ad un anziano motociclista, al passaggio sulla diga dell' Afsluitdijk, la frantumò come un grissino causando l' allagamento del 93% di tutte le terre strappate al mare...
  Per qualche anno nacquero qua e la anche dei trofei monomarca clandestini e ad ogni partenza si generavano scosse telluriche di inaudita potenza che distruggevano totalmente ogni cosa nel raggio di 30 Km.
  Potente, maneggevole, ben frenata e bellissima, questa Suzuki appagava i suoi proprietari, soprattutto se cacciatori appassionati di cinghiali...e per la prima volta al mondo anche l' apocalittico rombo del motore era protagonista nel coinvolgimento dei sensi...
  Se ben tenuta una Megathon mantiene il valore sul mercato dell’ usato, tuttavia attenzione ai tagliandi, spesso i meccanici si rifiutano di eseguirli per paura di perdere l’ udito regolando la carburazione...

  Papero

Giudizio

ParametroVoto*Note
Accelerazione  10La penetrazione areodinamica della scocca di cinghiale permette di sfruttare il potentissimo motore
Frenata  7Freni all'altezza del mezzo in materiale innovativo, non si stancano mai.
Tenuta di strada  5Non è la moto che non tiene la strada... è la strada che non tiene la moto, fracassandosi ancor prima che vi giunga!
Confort  4Chiunque dopo pochi secondi perde l'udito e gli scoppiano i timpani, ma fatta l'abitudine non ci s'accorge quasi più
Consumi  2I 316 cavalli richiedono un bel sacrificio, considerato poi che 80 se ne escono sotto forma di onda sonora.
Prezzo  6Il prezzo è tutto sommato molto buono, considerato che per ciascuna moto è stato allevato un cinghiale

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