| Motore | 12 cilindri, V stretta di 60° - 12300cc sovralimentato - 22 cv a 160 g/min. |
| Raffreddamento | Ad acqua di mare, capacità circuito 540 litri. |
| Telaio | Blindato con struttura in acciaio pesante a nido d'ape. |
| Sospensioni | Anteriore e posteriore a parallelogramma ellittico |
| Freni | Anteriori + posteriori idraulici a ganasce rinforzate |
| Trasmissione | Primaria a denti diritti, finale a doppio cardano - cambio a leva manuale Shimano XTR 16 rapporti |
| Prestazioni dichiarate | Vel. max 34Km/h in quindicesima marcia, peso a secco 24360 Kg - consumo medio 156 litri per 100 Km. |
Inutile girarci intorno, la fantastica BMW Katafalken è stata una pietra miliare del motociclismo probabilmente grazie anche al genio indiscusso del suo ideatore: l'insuperato ex-progettista di carri armati Norbert Panzerfaust ora purtroppo rinchiuso in una clinica psichiatrica con cella imbottita.
Norbert non accettava i compromessi qualitativi ed aveva un'indole molto ruvida: ma la BMW lo nominò, rischiando, capo dell'ufficio tecnico e gli dette carta bianca.
Le uniche tracce guida del progetto fatte pervenire dal management supremo furono 2: la moto doveva essere indistruttibile ed insuperabile.
La struttura produttiva della Katafalken venne costruita nel cuore della Foresta Nera in un bunker sotterraneo antimissile sito a 241 Km di profondità, nelle viscere di una ex-cava di letame fossile di Velociraptor Ignobilis, precauzione inutile ma indispensabile per soddisfare questo irremovibile chiodo fisso dell'Ing. Panzerfaust.
Agli operai occorrevano 46 ore di ascensore per andare in officina e rivedevano la luce solo per le ferie, con gli occhi ormai atrofizzati e deformi.
La Katafalken aveva una carenatura a dir poco strabiliante: in strati di kevlar alternati a pannelli di acciaio bonificato al cobalto di spessore medio pari a 116mm, poteva sopportare ogni genere di attacco terroristico.
Era completamente blindata, antiproiettile e antimartellate e l'Ing. Panzerfaust in persona, nel suo ufficio di 16 mq., gioiva nel tempestarla, con cadenza quotidiana, di granate incendiarie e deflagranti con il suo bazooka a spalla constatando con piacere che non si distruggeva mai.
Al contrario invece il suo ufficio era perennemente in fiamme, pieno di calcinacci, scrivanie carbonizzate e carcasse di consulenti esterni orrendamente straziati e mutilati.
Il pneumatico posteriore era ricavato avvolgendo dei cingoli su dei volani in ghisa ma ai tester la moto sembrava un pelino meno maneggevole della concorrenza.
Ma andarono in produzione, la moto non forava mai ed essendo completamente corazzata era indistruttibile. Il primo requisito era raggiunto.
Tuttavia per cambiare semplicemente le candele occorrevano tre bombole di acetilene, fiamma ossidrica e 4 operai per tagliare la carenatura ed accedere alla testata per un totale di 62 ore di manodopera.
L'unico motore in grado di muovere l'enorme massa della moto era derivato da un vecchio panzer Leopard.
Era un 12 cilindri a V stretta di 60° di 12300cc sovralimentato e poteva bruciare qualsiasi tipo di combustibile, dalla nafta allo sterco di mulo. Erogava non meno di 22 cv con una rabbiosa entrata in coppia poco sopra i 160 g/min.
Il cambio era a 16 marce Shimano con deragliatore XTR, l'Ing. Panzerfaust non ne concepiva di meno, 8 normali e 8 ridotte.
Sorse inaspettatamente un banale problema tecnico, la moto non era insuperabile come richiesto.
La sua massa sfiorava quella di una locomotiva e pur impiegando a tappeto costosi materiali esoterici tra cui il titanio e l'adamantio, andava più piano di un'Ape 50 sovraccarica di blocchi di marmo in salita per i tornanti dello Stelvio.
Il genio dell'Ing. Panzerfaust risolse brillantemente anche questo problema. Indimenticabile il motto con cui tranquillizzava il suo team di collaboratori mentre gustava la sua pipa: "chi antare pianen va sanen ma tirare tante kannonaten!"
La moto veniva superata da qualunque altro mezzo? Bastava eliminarlo...
Sul codone della Katafalken venne installato un cannone a rinculo idraulico modello Navarone con bocca di fuoco da 190mm e 32 Km di gittata capace di sparare dei "pezzi" da 430 Kg cadauno. L'azionamento era tramite cordicella al manubrio da registrare ogni due tagliandi. Il mostruoso rinculo di ogni cannonata faceva retrocedere la moto di 95 metri a colpo devastando l' asfalto.
Nessuno osava sorpassare la BMW Katafalken.
Il passeggero godeva di un confort principesco ma diveniva sordo alla prima cannonata, con i timpani completamente disintegrati.
Durante la serata di gala dove il team di progettazione presentò la moto al management, l' Ing.Panzerfaust, esattamente nell' istante dopo aver tolto i veli alla Katafalken esclamò orgoglioso : "ekkofi mien merafigliosen kreaturen!
Intistruttibilen e inzuperabilen!" immediatamente venne immobilizzato e gli fu fatta indossare una camicia di forza.
Papero
| Parametro | Voto* | Note |
| Accelerazione | N.A. | Non misurabile: nonostante i 16 cambi di marcia ancora non si raggiunge la velocità dei 100km/h necessari alla prova. |
| Frenata | 10 | Ottima grazie ai cingoli... tuttavia tende ad arricciare l’asfalto davanti a se. |
| Tenuta di strada | 8 | Il telaio non è mai in crisi, sale fino al 60% di pendenza. |
| Confort | 5 | Non male su qualsiasi terreno, ma con una cannonata si perde l’udito e si annebbia la vista per circa un’ora. |
| Consumi | 0 | Persino lo Space-Shuttle risulta più parco. |
| Prezzo | 7 | Tiene bene il mercato... un po' cari i tagliandi, da fare soltanto presso uno dei cantieri navali autorizzati. |







