ALEXANDRE GUSTAVE EIFFEL - Francia, Ingegnere, 1832-1923

  Madonna che fatica...eccoci Ingegnere, ci scusi per il ritardo ma quanti scalini ci sono qua?
  Ignobili fermacci d'oltralpe , anzi appenninici , siate i benvenuti sulla mia stupenda creatura, comunque non azzardatevi più a criticare una mia opera, che tra l'altro sono Francese e gli Italiani come voi devono solo ringraziare per l'onore che gli ho concesso...comunque sono 1665.

  1665 cosa?
  Gli scalini della torre Eiffel...ma allora poveri italianucci spaghetti e mandolino siete anche lenti di cervello oltre che sui tornanti !

  Allora, visto che la sua più famosa opera è una struttura metallica tra le più grandi e particolari al mondo, qual'è stata la scintilla che ha dato il via alla realizzazione di questo progetto?
  Innanzitutto la mia torre non è una delle più grandi opere al mondo bensì la più grande ed ineguagliabile nell'eternità e, se mi contraddite ancora, vi faccio tornare in Italia fiondandovi giù dal pilone est in sella ad un Motobecane del '72.
  L'idea l'ho avuta nel 1884 quando, nei dintorni di Versailles, vidi un gruppo di contadini che si affannavano intorno ad uno strano attrezzo disposto in mezzo ad una piantagione di pannocchie.

  E che cosa c'entra con la sua torre?
  Luride locuste rallentate, carestie dello stile di guida degni di gomme marcescenti, stavano innalzando una colonna fatta di rottami metallici allo scopo di raggiungere con un unico getto di liquame in pressione tutto il campo per concimarlo al meglio.
  Questo mi dette l'idea per la mia torre dalla quale volevo dominare Parigi e spargere la luce della mia conoscenza.

  Interessante, quindi non si trattò di un esperimento per la mostra internazionale del 1900?
  Assolutamente no, ma devo ripetervi tutto due volte?...Siete proprio un ammasso di bulloni ingrippati dalla ruggine.
  Parliamo un po' di moto, si è mai interessato alla progettazione di strutture a traliccio per telai motociclistici tipo Ducati?
  AARGHRHH!!! Non parlatemi di quegli incompetenti italiani che cercano di spacciarsi per ingegneri.
  Io provai a presentargli un progetto di telaio derivato dalla struttura della mia torre : aveva l' intelaiatura rivettata con inserti in piombo e la struttura principale in C40 impoverito, sa per risparmiare sulla grossa scala.
  Comunque, dopo il loro rifiuto , ho scoperto che hanno fondato l'associazione di carità Ducazzi e hanno clonato il mio progetto montando il telaio su un monoblocco bicilindrico in ghisa retroversa con depotenziamento chimico dei pistoni.

  Alla fine il suo progetto, dopo mille peripezie e trasformazioni, è diventato un must per tutti gli anoressici del gasss...
  Boia de'! Non ci avevo pensato comunque ne vado fiero e, dall'alto della mia torre vedo ancora alcuni esemplari modificati che percorrono le strade della mia amata Toscana a ritmi blandi ed osceni anche per un Ape 50 in sovraccarico di letame.

  Come sarebbe a dire "boia de'" e "amata Toscana"?
  Ebbene sì, devo ammettere che la mia famiglia è originaria di Livorno ed il nome originario è Califfone poi trasformato in Califfel ed abbreviato in Eiffel per gli amici, quando ci siamo trasferiti in Francia...e tra l'altro mi manca un sacco i' cacciucco e i ponce ai' caffè.

  Vabbé, allora ci dica un po' qual'è la moto che vorrebbe parcheggiare sotto la sua torre...osiamo, una Ducati?
  Ma cosa dite! Siete uno stormo di cuscinetti ovalizzati per chopper ungheresi ! Il mezzo per eccellenza è il Malaguti Fifty 50 Top, con il suo inimitabile traliccio monotubo.

  OK, a questo punto possiamo chiudere l'intervista che le notizie più succose sono venute fuori; arrivederci Ingegnere.
  Arrivederci? Prima che tornate in Italia, ai vostri ritmi, faccio in tempo a riverniciare la mia torre a pennello!

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