Cena Di Natale 2010

  Ammasso di phalliti, che il Natale vi sia propizio e vi sbocchi il polso destro ormai irrimediabilmente atrofizzato dal continuo non-uso del gas e abuso del freno anteriore a tamburo anche laddove è superfluo.
  La cena degli Allucchettati è sempre un evento surreale, che spinge l'idiozia verso nuovi confini che prima sembravano invalicaBBili.
  Quest'anno la location dello scempio è toccata al grazioso ristorante Mamma Gina (Mother's Gina oh yeah per i cugini d'oltre Manica) che per l'occasione non è stato nemmeno derattizzato con i soliti bombardamenti al napalm e fosforo termitico per via della ristrettezze a cui ci obbliga la crisi.
  Il ridente punto di ristoro era sito proprio vicino all'argine destro dell'Arno in prossimità del Ponte Vecchio, luogo scelto esplicitamente per le sue caratteristiche uniche di inondabilità nei periodi di forti piogge.
  Nell'alluvione del 66 qui l'acqua del bel fiume fiorentino raggiunse i 116 metri di altezza.
  Infatti durante la cena il corso d'acqua era gonfio come una batteria della Coop da 9,90 Euro caricata da una centrale nucleare e ci teneva con il fiato sospeso.
  Ma basta tediarvi con queste futili nozioni, passiamo adesso alle cose serie e veniamo alla descrizione della cena che merita quantomeno un approfondimento.
  La bella sala che ci ospitava era apparecchiata con raffinati fogli di giornali per adulti tenuti con lo scotch e la disposizione dei tavoli rigorosamente a ferro di cavallo (o ganascia di Zip per i più tecnocrati nevero).
  Per creare un'atmosfera rilassante e di benvenuto era stato posto come sottophondo musicale un memorabile vinile di una rara incisione della Decca dove i cani del canile di Peretola abbaiano inferociti ad un fagiano straziato da un Airbus A320.
  Ecco di seguito il raffinato menù, dal punto di vista culinario il ristorante Mamma Gina non teme confronti.

  - Antipasto di affettatii misti tagliati a controllo numerico
  - Crostini assortiti: polenta fritta con sopra salsa di funghi spongiformi coltivati nelle spadrillas, tartine ai pomodori raccolti dai negri
  Ma arriviamo al piatto forte, il secondo a base di carne, l'espressione massima, il capolavoro, il gota della ciccia mondiale.
  - Un philetto preparato secondo una ricetta segreta che per la prima volta siamo in grado di svelarvi grazie alle rivelazioni di un ex-cameriere torturato a Guantanamo.
  Un ignaro et giovine bovino, materia prima per il filetto, viene condotto con l'inganno in un finto pascolo ricavato in una stanza tappezzata di finta erba sintetica e paesaggi di cartapesta.
  Qui l'animale viene nutrito per una settimana con una miscela di fieno e gas-butano e massaggiato amorevolmente
  Quando il bovino meno se lo aspetta viene avvicinato alle spalle da un tubo da 40" con ugello in Inconel mosso da argani idraulici silenziati e investito da un apocalyttico getto di vapore saturo a 560°C.
  Il bovino trapassa all'istante ma felice, preservando la morbidezza delle carni essenziale per la riuscita della pietanza.
  Il taglio delle parti viene effettuato in seguito con attrezzature laser ad alta tecnologia utilizzate anche dall'Ente Spaziale di Ponte a Poppi (SGROLB) ma che per motivi che siamo certi comprenderete, non siamo stati autorizzati a fotografare.
  Il gustoso filetto poi viene cotto in un altoforno Bessmer ad induzione e successivamente trattato in autoclave con fasci di radiazioni gamma.
  Una volta cotto viene guarnito con viti in marzapane M4 filettate metriche e una gustosa salsa al Barolo piroclastico.
  - Indimenticabile il maestoso carrello dei dolci offerto assieme ad un buono 3X2 per usufruire a Careggi di una stasatura delle coronarie gratis
  - Caffè, grappe ed infine lui, l'amaro che da anni accompagna le nostre frenate più intense.
  Vista la nutrita presenza di fidanzate, mogli e amici venuti per la prima volta abbiamo voluto fare le cose in grande proponendo un'indimenticabile report fotografico per immortalare i volti deformati dall'Unicum.
  Quando si stringe la pregiata bottiglia dell'Oscuro Nettare tra le mani i neuroni e le sinapsi del cervello smettono temporaneamente di funzionare e vanno in shut-down permettendo di scattare delle fotografie di raro gusto e bellezza
  Record di brindisi con l'Oscuro nettare accompagnati dal nostro tipico sound: UUUHHHHHH!!!!!
  Per i neofiti non avvezzi alla deglutizione dell'inimitabile amaro frenante propongo di seguito un vademecum indispensabile che potrete stampare e portarvi che ne so dal dottore come al supermercato...(certo...)
  Un pensiero speciale va anche ai tanti bambini presenti all'evento, che possano crescere nella rettitudine e Phermezza seguendo le orme dei loro padri (o è meglio di no? eh eh eh...)

  VADEMECUM

  1 - All'inizio l'Unicum può non piacere, anzi è quasi normale...
  2 - Dopo averlo provato una prima volta l'animo diviene inquieto e si brama inconsciamente una seconda degustazione dell'amaro nettare
  3 - Dopo la seconda assunzione di Unicum si manifestano i primi disagi e un forte senso di irrequietezza: il nostro ego realizza che si tratta di una bevanda dalle proprietà assolutamente fuori dal comune
  4 - Le degustazioni di Unicum sono sempre più frequenti fino a divenire quasi giornaliere: il nostro organismo cala in uno stato di grazia e benessere mai provato in precedenza mentre il palato trova sollievo, dopo i pasti, solo se lambito con l'amaro elisir
  5 - Ormai si è totalmente conquistati dall'inimitabile sapore dell'Unicum al punto di acquistarne una bottiglia per uso personale
  6 - La successiva fase porta a fare proselitismo e a forgiare nuovi adepti: è risaputo che molti non sanno ancora di essere dei potenziali consumatori entusiasti della miracoloso e scuro distillato
  7 - Si approcciano al bancone del bar nuovi motociclisti ignari dell'esistenza dell'Unicum e si fa loro iniziare il percorso dal punto 1...le fasi successive sono inevitabilmente automatiche...
  8 - L'assunzione di Unicum ha risvolti esoterici sulla guida di un motoveicolo: allungamento degli spazi di frenata di almeno 60 metri, difficoltà nell'aprire il comando dell'acceleratore, difficoltà negli innesti delle marce superiori alla terza, pesantezza d'avantreno, insicurezza in ingresso di curva, ondeggiamenti anomali in piega, rallentamenti immotivati

  Una volta terminata la cena in mezzo al solito parapiglia si sputi e insulti abbiamo raccolto i giubbotti e ognuno si è dileguato....esattamente come nei Lock's Tour
  E tu che non sei venuto non provi vergogna? Pentiti e chiama il subito il nostro numero verde 800 610 106 61fermo attivo 24h/24h (gratis fino al 7 gennaio 2011) dove potrete udire il motore di una Hornet in fuorigiri con il carter riempito di sassi mentre viene lanciato con una catapulta nel vuoto.

  "Papero"