...Thailandia, Kanchanaburi.......sono le 07.28 di un mite Martedì mattina......il cielo è azzurro e il sole splende alto.....sono quasi pronto per andare a lavoro e devo sbrigarmi, perchè tra 2 minuti esatti un’orda infernale di scooteristi impavidi si getterà nelle strade con la stessa foga di un fiume in piena, che distrugge tutto al suo passaggio.......
Ciao a tutti, Lucchetti! quanto sopra è l'inizio di una normale giornata in Thailandia, il regno degli scooter.
Sì, perchè come in tutti i paesi asiatici, il mezzo più diffuso per la locomozione urbana è proprio lo scooter.
Gialli, rossi, verdi, blu, tutti colorati e accomunati da due principali caratteristiche: la ruota dietro come una "graziella” e la cilindrata di 150cc.
Inutile citare le prestazioni, praticamente inesistenti: la percorrenza media è di 30 km/h e il numero di persone trasportabili va da 2 a 5; a volte ho visto intere famiglie con padre alla guida, madre in fondo alla sella, 2 figli in mezzo ed in più il neonato in fascie legato al telaio, sul serbatoio tra le gambe del padre.
Degne di nota sono le personalizzazioni e le attenzioni after-market di cui godono questi oggettini.
Esistono negozi superspecializzati dove si può acquistare veramente di tutto.
Simil-impianti frenanti, tubi in finta treccia, simulacri di dischi dei freni a margherita, scarichi, manubri in finto ergal, ruote in finto magnesio....... tutto finto insomma, pure le pinze della Brembo con tanto di logo sono finte!!!
Motociclisticamente superiori sono le "super" motine di cilindrata esigua.
Sembrano delle vere moto replica delle supersportive ma hanno la stessa cilindrata degli scooter.....e la stessa misura di gomme!!!
La Thailandia gode di molto turismo e questo fa si che le strade e le strutture siano decisamente in ordine rispetto alla media dei paesi asiatici.
L’unico neo dei Thailandesi è che sono pigri all’ennesima potenza ed ogni accenno di miglioramento viene accolto con poco entusiasmo.
Vivono di turismo senza doversi sforzare troppo e si adagiano sugli allori.
Manca completamente la cultura motociclistica.
Inoltre le strade, sebbene tenute in maniera decente, non offrono il minimo piacere di guida. Dritte a perdita d’occhio, non esistono curve e se ci sono sono in contropendenza(!!!) Non esistono semafori, autovelox (menomale), rotonde, autostrade, niente di tutto ciò, ergo anarchia totale sulle strade.
Si trova di tutto, dalla bicicletta allo scooter, dal bus al trattore, con velocità variabili da 20 km/h a 160 km/h........per non parlare dei cani.
Ce ne sono a milioni sulle strade e il loro passatempo preferito è.....dormire nel mezzo alla corsia!
Poi un bel giorno ti ritrovi a girovagare in città e........zacchete, la sorpresa arriva: R1, CBR 900, Hornet......tutte moto vere come le nostre (oddio, la Hornet...), ma......andiamo a vedere di chi sono......
Bisogna innanzitutto premettere che in Thailandia tutto ciò che è importato nel paese è soggetto ad una tassazione del 200%.
Una Audi TT, che in Italia va sui 42.000 euro, qua si trova a 120.000 euro circa e lo stesso vale per le nostre amate moto, anche se importate dal Giappone.
Come cavolo fa un Thailandesino medio che percepisce circa 400 euro al mese a campare famiglia, auto e comprasi la Jap???......il trucco c’è e si vede pure bene!!!
Ma facciamo un passo indietro.....
“Welcome to Thailand” terra di foreste, spiagge infinite, natura sconfinata e di turismo...sessuale!
Lo sanno tutti, inutile girarci intorno...ed è nostro dovere riportare i fatti.
Chissenefrega della natura, delle foreste, delle spiagge.... la maggior attrazione Thailandese sono...... bè.... sì.... dai..... insomma.... come dire...... le phiae!!!
Ebbene sì, tutte le leggende sulla Thailandia.....sono purtroppo vere.
Non me ne vogliano i fratelli Thailandesi, ma questa nazione, per certi aspetti, parrebbe un unico, immenso ed esteso bordello a cielo aperto, dove ogni turista si può abbindolare o far abbindolare da una nativa locale...
Le più furbe riescono a farsi mantenere a vita dai disgraziati che se le sono prese, facendosi aprire dei “pub” dove, a loro volta, altri turisti vengono abbindolati (ndr la maggioranza sono inglesi).
Così, i nuovi cittadini importati, chiamati anche “folang” (storpiatura in Thailandese di foreigner), si comprano moto inutili, pagandole cifre pazzesche, con il solo scopo di sgassare davanti al bar in prima per dimostrare la loro superiorità sul popolino locale.
Signore e signori, purtroppo la Thailandia non è un paradiso motociclistico, tuttavia la consiglio vivamente a chi, avendo moto serie (vedi per esempio... BMW GS), volesse farsi un viaggione fino qua e scorrazzare per i monti Thailandesi. Il paesaggio è stupendo, l’accoglienza ottima, le strutture non mancano e la benza costa poco. Per tutto il resto....c’è Unicum.
P.S.: Quello però portatevelo dall’Italia, che qui non lo trovate!!!!
"EGLI"







