Terrorizza - C' era un famosissimo film degli anni 70' con Bruce Lee che si intitolava "L' urlo di Chen terrorizza anche l' Occidente".
Forse nel nostro caso sarebbe più corretto ritoccare il titolo con un più calzante "Il rombo del cancello terrorizza anche l' Occidente".
La Cina è stata davvero una graditissima sorpresa, anche se le aspettative a livello motociclistico sono state in parte deluse.
Tuttavia i nostri obiettivi hanno catturato una serie di fenomenali paracarri in zinco ricotto degni di un film dell' orrore meccanico che vi mostriamo con orgoglio in questo servizio.
Viaggio - Nella doppia veste di seriosi e professionali tecnici e al contempo Allucchettati in incognito, ci siamo addentrati nella lontana Cina, visitando l' immensa Piazza Tiananmen che per i canoni europei è più simile ad un grande aeroporto per le sue dimensioni, abbiamo passeggiato nella Città Proibita, ci siamo insinuati nei ristoranti tipici di Pechino.
Ci siamo spinti fino alla città di Qingdao, ad un' ora e mezzo d' aereo da Beijing (Pechino) e che ospiterà alcune tra le gare delle prossime Olimpiadi cinesi 2008...un "paesello" da nemmeno 6 milioni di abitanti...
Come sempre una delle missioni era cercare di capire come vivono il motociclismo in questo immenso paese.
Ho visto cose... - "Io ne ho viste cose che voi umani non potreste nemmeno immaginare"...recitava il replicante Roy in Blade Runner...
Anche qui non si scherza: fiammanti Daewoo Matiz con sole tre ruote, cancelli da diporto con i pedali, ChangJiang trafilare olio dalla testa, Xingfu con il bauletto peso come uno schiacciasassi, Jialing trasportare tanta acqua quasi al limite dell' esplosione del pneumatico posteriore....e ho visto l' acre fumo azzurro di una Zongshen semi sfondata dalla ruggine balenare nel buio vicino alle porte della Forbidden City.
Incroci improbabili della Lida tra un motorino e una mountainbike+paniere, il mitico cancellone RX300 con rimorchio ma con la scritta Sport sulla carena...perle assolute.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo...come lacrime nella pioggia? Certo che no...alcune di queste meraviglie di bassa carpenteria siamo riusciti a fotografarle, anche se l' obiettivo si è incrinato per lo sforzo...
Clonare - In Cina la moto pensavamo fosse molto più diffusa, invece con sorpresa, non ne abbiamo viste tantissime in relazione alla densità di popolazione.
Va premesso che l' industria motociclistica cinese è molto varia e si divide principalmente nei seguenti filoni:
Alcune moto sono di origine sovietica e sono cloni più o meno modificati di vecchi progetti russi, costruiti rispettando più o meno le licenze.
Esiste poi l' oceano dei cloni che scimmiottano i modelli giapponesi, una infernale bolgia di copie veramente difficile da descrivere.
Qui davvero è impossibile elencare i vari modelli ma si spazia dagli scooter fino alle moto di cilindrata piccola e medio piccola.
I cinesi copiano senza pietà ed offrono un prodotto funzionante a prezzi incredibilmente bassi, talmente bassi che si stenta a credere che sia vero.
Ovviamente la qualità è lontana anni luce dai prodotti dei loro vicini giapponesi e concorrenti occidentali, ma per quanto ancora?
Per il momento chiunque tra di noi suderebbe freddo nel condurre uno di questi veicoli...quanto durerà il telaio prima di cedere a fatica? prima di accartocciarsi in modo deforme come uno stendipanni investito da una ruspa?
Sul versante della qualità, della robustezza e della funzionalità i cinesi hanno molta strada da percorrere ancora.
Potenziale - I cinesi sono più di quanto si possa immaginare, si parla ormai di oltre un miliardo e mezzo.
In altri termini è il più grande mercato mondiale, pronto ad assorbire qualsivoglia prodotto, anche di lusso ovviamente.
Nonostante la percentuale della popolazione ricca sia ancora modesta, stiamo parlando pur sempre di cifre enormi se rapportate alla totalità degli abitanti.
Lo sviluppo di questa nazione procede a ritmi vertiginosi e la vitalità dell'economia è eccezionale, presto i cinesi cominceranno a produrre anche moto di cilindrata importante e con contenuti tecnici significativi...è solo questione di tempo.
Chiunque vada in Cina si può rendere conto che questo è un mercato immenso, pronto a esplodere e che a livello motociclistico ancora non sta esprimendo il suo reale potenziale, che è fenomenale.
Non pecchiamo di presunzione, in futuro le moto costruite all'ombra della grande muraglia daranno filo da torcere ai costruttori storici giapponesi, europei ed americani.
Alveari - Le strade nelle città mediamente sono ben tenute e asfaltate e potrebbero concedere anche qualche bella piega da scintille con le pedane.
Tuttavia si ha l' impressione che in Cina si debba rigare davvero dritti, la polizia non scherza e chi infrange le regole la paga cara...già immagino il povero motociclista che viene sorpreso in un timido accenno di impennata...viene inginocchiato sul posto e giustiziato con una fucilata alla nuca.
I cinesi complessivamente guidano bene, almeno questa è stata la nostra impressione, anche se hanno poco rispetto dei pedoni.
I quartieri abitati sono impressionanti, con dei condomini immensi, tutti uguali e simili a grandi alveari.
I centri storici hanno perso la loro identità, il regime "spiana" tutti i fatiscenti quartieri storici e al loro posto vengono costruiti enormi palazzi e grattacieli in vetro e cemento, si moderni ma privi di personalità, li si potrebbe confondere con qualsiasi altro palazzo nel mondo.
Questo è un vero peccato.
Nosotros vulevan savoir l'indiriss... - Probabilmente pochi altri luoghi al mondo riescono a farti sentire veramente uno straniero come accade in Cina.
Solo nelle grandi città si può incontrare delle persone che parlano inglese...se si è fortunati.
I tassisti a malapena capiscono la parola Hotel....la scrittura invece è tremenda, inutile tentare di decifrarla o anche di controllare se i simboli assomiglino a qualcosa di già visto, sicuramente l' antico Cuneiforme è più semplice da comprendere.
Con queste premesse si può assistere a dialoghi surreali tra i cinesi e gli stranieri...una vera babele dove alla fine trionfa il caos.
Se non lo avete capito, un interprete è fondamentale.
Ed ora si mangia... - A scanso di equivoci premettiamo che la cucina cinese è davvero ottima.
Ha millenni di storia e offre piatti raffinatissimi.
Però alcune cose ai nostri occhi (e per il nostro palato) sono degne della cena di Indiana Jones al palazzo di Pencot...
Uova marce cotte nel fango? insetti? meduse? pesci sconosciuti? cavallucci marini? frattaglie degli animali più improbabili? tutto questo può finire nel vostro piatto in ogni istante.
Alcuni piatti sono così speziati e piccanti da bruciare letteralmente la bocca ed inibire il senso del gusto.
Alcuni distillati cinesi arrivano a 70 gradi, berli è come inghiottire del diluente.
L' acqua non si beve come da noi, è servita calda oppure al suo posto del buon thè, caldo anch' esso ovviamente.
Sapendo scegliere è comunque facile godersi delle ottime mangiate.
In alcune foto potete vedere un ristorante tipico di Beijing con il caratteristico fornello al centro del tavolo, ma anche dei bellissimi serpenti sott' olio in vetrina.
Notare la bombola del gas tra i piedi con il tubo del gas di derivazione giardiniera...meraviglioso.
Il pentolone al centro del tavolo una volta in ebollizione ha la parvenza di un soffione boracifero alieno, le sue esalazioni sono prodigiose e riescono a stasare le narici di qualunque mammifero.
In questo brodo primordiale si cuociono i cibi e le verdure, direttamente dal tavolo al piatto...senza passare dalla cucina.
Per mostrare al meglio i dettagli abbiamo dragato accuratamente il recondito fondo del pentolone per fotografarne i misteriosi ingredienti...ebbene, l'unica cosa che si poteva riconoscere era una quantità fenomenale di peperoncino, capace di uccidere un muflone in pochi istanti.
Chiaramente in Cina si usano le bacchette, dopo un' ora di pratica chiunque può maneggiarle senza problemi.
L' Unicum non esiste, l' Oscuro Nettare è stato mostrato con orgoglio al popolo cinese nei luoghi più significativi di Beijing...ma ancora non ne hanno colto il misterioso potere e le straordinarie facoltà frenanti.
Kung-fu shopping - Semplicemente fantastico acquistare in Cina.
Oltre ad oggetti di qualità assoluta si trovano anche patacche, copie fasulle, imitazioni di vestiario firmato, scarpe contraffatte, il trionfo della falsificazione e del plagio...ma è bello così.
Insomma c'è di tutto e a prezzi stracciati, basta chiedere e vi sapranno indirizzare nei posti giusti.
Per acquistare si deve contrattare, fare scenate alla napoletana, essere teatrali, non bisogna assolutamente cedere...contrattando a lungo si possono spuntare ottimi prezzi.
Certo che questa attività alla fine sembra più una faticosa arte marziale, è stancante ma ci si possono prendere delle belle soddisfazioni e anche il portafogli ringrazia.
Infine - Gran bel paese la Cina, certamente molto più avanzato e progredito di quanto lo stereotipo creato dalla TV lasci supporre.
I cinesi sono cordiali, veramente ottime persone...anche se talvolta sganciano degli sputi in terra grandi come uova al tegame.
Forse siamo stati un po' duri con i giudizi su alcuni aspetti? non ce ne vogliano i nostri cari fratelli orientali...talvolta non è disprezzabile anche mancare di rispetto e scherzare, qualcuno deve pur farlo...
Vi congederemo con un motto del celeberrimo nucleo-fisico Zhong Chu Tzeng (1817-1906), 18 volte consecutive premio Nobel in Analisi Quantistica: "...niente si clea ne si distlugge...ma si flena".
Ed ora, insignificanti lavoratori del manubrio, tornate pure a guidare i vostri cancelli ondeggianti...a rileggerci alla prossima, magari descrivendo qualche altra luogo di questo sorprendente mondo.
"Papero"







